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Licenziamento: tutto ciò che c’è da sapere a proposito

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Il mondo del lavoro può essere costantemente in movimento e in evoluzione, soprattutto per quanto riguarda il trattamento dei lavoratori e il contatto che c’è tra dipendenti e datori di lavoro. Ciò significa che, qualora sussistano delle cause che permettono di generare un licenziamento o un’interruzione dei rapporti lavorativi, bisognerà comportarsi in modo da essere aderenti alla norma, soprattutto per quanto riguarda le decisioni che dovranno essere prese dal punto di vista normativo. Per questo motivo, in merito al tema del licenziamento, c’è da considerare tutto ciò che c’è da sapere a proposito, ponendo in essere una differenza sostanziale che c’è tra il licenziamento per giusta causa e il tema delle Dimissioni Volontarie, da comunicare al proprio datore di lavoro.

 

Licenziamento per giusta causa

 

Per prima cosa, nell’approfondire il tema del licenziamento, è importante prendere in esame tutto ciò che c’è da sapere a proposito del licenziamento per giusta causa, che avviene, dal punto di vista lavorativo, al momento in cui un determinato lavoratore realizza un’azione o una serie di attività sbagliate, illecite o contrastanti con la disciplina del lavoro, tanto da poter ottenere un licenziamento in tronco senza un’effettiva giustificazione che avvenga dal punto di vista normativo da parte del datore di lavoro.

 

Il licenziamento per giusta causa non riguarda l’effettiva fruizione del lavoratore per quanto riguarda produttività, guadagno o utilità all’interno del contesto aziendale, quanto più la condotta di un dipendente relativamente alle discipline e alle materie aziendali. Ad esempio, qualora il lavoratore sia colpevole di un determinato reato, dal punto di vista civile o dal punto di vista penale, sul luogo di lavoro, può essere licenziato per giusta causa, così come nel caso in cui sia assente in maniera ingiustificata, per un tempo reiterato, dal luogo di lavoro.

 

Licenziamento per giusta causa: quando avviene?

 

Il licenziamento per giusta causa richiede dei criteri affinché venga realizzato e accettato non soltanto da parte del lavoratore ma anche da parte di tutte quelle autorità competenti che potrebbero ritrovarsi a giudicare una determinata casistica, soprattutto nel momento in cui un dipendente realizza reclami o contesta l’effettivo licenziamento subito. Per questo motivo, dal punto di vista della giurisprudenza, il licenziamento per giustificato motivo deve essere aderente a certi criteri, di natura soggettiva, secondo la quale un datore di lavoro stabilisce che, dato un monte di ore di lavoro o di carico di lavoro da effettuare, il lavoratore risulta essere scomodo o non aderente agli obiettivi dell’azienda; disciplinare, quando il lavoratore si macchia di un reato o di una condotta sbagliata sul luogo di lavoro; oggettiva, quando le cause del licenziamento dipendono direttamente dall’azienda, per taglio del personale, ottimizzazione degli sprechi o evoluzione dei posti e delle condotte lavorative.

 

Dimissioni volontarie: tutto ciò che c’è da sapere

 

Naturalmente, diverso è il caso delle dimissioni volontarie, che richiamano un motivo e una scelta completamente differente, in questo caso da non far risalire direttamente all’azienda o al luogo di lavoro, quanto più al lavoratore vero e proprio. In questi casi, le dimissioni volontarie possono avvenire anche per delle problematiche che si propongono sul luogo di lavoro, dunque il dipendente, a seguito delle dimissioni, potrà anche proseguire nella propria attività di denuncia o di ritorsione normativa nei confronti del luogo di lavoro, qualora quest’ultimo abbia effettuato delle pratiche scorrette o di mobbing.

 

Da un punto di vista prettamente burocratico, le dimissioni volontarie avvengono per mezzo di un insieme di documenti che dovranno essere presentati, dal punto di vista telematico, servendosi della propria identità digitale o dello SPID. Le regole relative alle dimissioni volontarie si fanno risalire al Jobs Act, dunque richiamano in essere una serie di comportamenti e dovranno essere affrontati solo di esclusivamente su piattaforme online, dando la possibilità del lavoratore anche di revocare le dimissioni entro sette giorni dalla presentazione di queste ultime.

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