Home Casa Ascensori, cosa sono le visite di manutenzione preventiva

Ascensori, cosa sono le visite di manutenzione preventiva

249
0
ascensore

Capita spesso a chi vive in un condominio, di prendere l’ascensore. Nonostante sia un’attività che si dà quasi per scontata, in realtà si tratta di un impianto fondamentale. Muoversi da un piano all’altro, infatti, sarebbe altrimenti impossibile per tutte quelle persone che hanno difficoltà a deambulare o che soffrono di qualche disabilità che non consente loro di usare le scale.

Ecco spiegato il motivo per cui un impianto così importante va sempre controllato a dovere in ogni sua componente. Ne va della sicurezza di tutti coloro che ogni giorno lo utilizzano: per questa ragione, è necessario affidare l’attività di manutenzione dell’ascensore a una ditta che è certificata e competente in tale materia. Ad esempio, Everest fornisce e mantiene ascensori di tutte le principali marche in commercio nella provincia di Piacenza.

Quali sono le norme da rispettare entro i confini italiani

Come si può facilmente intuire, ci sono anche delle specifiche norme che regolano l’attività di manutenzione degli ascensori sul territorio italiano. Le normative di riferimento si identificano in modo particolare nel Dpr numero 162 del 1999, che ha provveduto a disciplinare non solo la frequenza minima con cui devono essere portati a termine tali interventi, ma anche i requisiti per poter svolgere l’attività di manutenzione.

Scendendo nello specifico, è l’articolo 15 quello su cui conviene focalizzarsi. Il Dpr del 1999 è stato emanato con l’intento di garantire il recepimento sul territorio italiano, di una serie di direttive comunitarie che si riferiscono proprio alla materia degli ascensori, ma anche per disciplinare le varie componenti di sicurezza per tali impianti.

Non bisogna unicamente fare riferimento a questo decreto, però, dal momento che l’attività di manutenzione degli ascensori è regolato anche da tante altre normative. Ad esempio, si tratta delle norme armonizzate UNI EN 81-20 e UNI EN 81-250. Al loro interno sono presenti tutte quelle norme legate alla sicurezza sia per gli ascensori idraulici che per quelli elettrici. In queste norme armonizzate si trovano i requisiti obbligatori che devono essere rispettati dalle aziende che vogliono svolgere l’attività di installazione e collaudo di tali impianti. Nello specifico, è importante mettere in evidenza come ogni impianto del genere, deve essere integrato con un sistema che consenta di evitare qualsiasi movimento senza controllo dell’ascensore nel momento in cui le porte che si trovano al piano non sono chiuse.

Focus sulle visite di manutenzione preventiva

In base a quanto è previsto dalla normativa italiana attualmente in vigore, bisogna rimarcare come ci siano varie attività di manutenzione di tali impianti. In primo luogo, si tratta delle visite di manutenzione preventiva.

In questo caso, si tratta di interventi che devono essere oggetto di un’attenta e precisa programmazione, che deve essere stilata in base a quelle che sono le principali necessità dell’impianto. Tali operazioni di manutenzione preventiva prevedono la pulizia e la lubrificazione dei più importanti componenti dell’ascensore. Nella maggior parte dei casi, il riferimento è nei confronti delle funi, delle porte dei piani e delle serrature. Gli interventi in questione hanno lo scopo di controllare che tutti questi elementi funzionino in modo corretto.

Gli altri interventi di manutenzione

Altrimenti, ci sono le visite di manutenzione periodica, il cui scopo principale è quello di controllare sempre l’integrità, così come l’efficienza dell’ascensore. La ditta specializzata che si occupa della manutenzione di tali impianti, in questi casi, deve verificare che ogni sistema ed elemento che svolge una funzione in merito alla sicurezza dell’impianto, sia il più possibile integro e in perfetta efficienza. In questo senso, le componenti che devono essere verificate corrispondono alle funi, al sistema di allarme, al paracadute e così via.

Si tratta di interventi che devono essere portati a termine in via obbligatoria. È la stessa normativa italiana che prevede di rispettare una frequenza minima pari a due volte all’anno, ogni sei mesi, in riferimento all’attività di manutenzione periodica.