Come togliere e rifare il silicone del bagno senza sbavature
Quando il silicone del bagno inizia a ingiallire, staccarsi o mostrare muffa nera lungo i bordi, non è solo un problema estetico: la sigillatura perde efficacia e l’acqua può infiltrarsi dietro piastrelle, sanitari o box doccia, creando umidità e danni più seri nel tempo. Rifare il silicone è un intervento semplice, ma spesso viene eseguito male perché si sottovalutano la fase di rimozione e quella di preparazione della superficie, che sono decisive per ottenere un risultato pulito e duraturo.
Per evitare sbavature e ottenere una finitura professionale, bisogna lavorare con calma, usare gli strumenti giusti e rispettare i tempi di asciugatura. Il silicone non perdona improvvisazioni: se applicato su superfici sporche o umide, oppure lisciato in modo errato, tende a fare grinze, vuoti e bordi irregolari.
Con una procedura corretta, invece, è possibile rifare completamente il silicone del bagno anche senza esperienza, ottenendo una sigillatura uniforme e resistente.
Strumenti necessari e scelta del silicone giusto
Prima di iniziare, è importante avere tutto l’occorrente, perché una volta aperto il silicone bisogna lavorare senza interruzioni. Gli strumenti fondamentali includono cutter o taglierino, spatolina o raschietto, alcool denaturato o isopropilico, panni puliti, guanti, nastro carta e una pistola per silicone.
La scelta del silicone è un punto spesso sottovalutato. In bagno è indispensabile usare silicone sanitario antimuffa, progettato per resistere a umidità costante e sbalzi di temperatura. Esistono siliconi acetici e neutri: per piastrelle e ceramica quello acetico è spesso adatto e garantisce ottima adesione, mentre il neutro è preferibile in presenza di materiali delicati come marmo, pietra naturale o alcune superfici trattate.
Il colore va scelto in base all’effetto finale. Il bianco è il più comune, ma tende a ingiallire più facilmente nel tempo. Il trasparente è discreto ma può evidenziare eventuali imperfezioni. In molti bagni moderni, il grigio chiaro viene scelto perché maschera meglio sporco e micro-aloni.
Per evitare sbavature, è utile acquistare anche un lisciatore per silicone, cioè una piccola spatola sagomata che permette di creare un bordo uniforme. Non è indispensabile, ma facilita molto la finitura.
Come rimuovere il silicone vecchio senza rovinare le superfici
La fase di rimozione è la più importante, perché se restano residui il nuovo silicone aderirà male e si staccherà in poco tempo. Per iniziare si passa il cutter lungo i due bordi della sigillatura, facendo attenzione a non graffiare piastrelle e ceramica. Il taglio deve essere netto e parallelo alla fuga, così da sollevare il silicone senza strappi.
Una volta inciso, il silicone può essere tirato via a mano, aiutandosi con una pinzetta o con il raschietto. In molti casi viene via a strisce lunghe, ma se è vecchio e secco può spezzarsi. È fondamentale eliminare anche la pellicola sottile che spesso rimane attaccata, perché è proprio quella che compromette l’adesione.
Per facilitare la rimozione, soprattutto in caso di silicone molto duro o incrostato, si può usare un rimuovi silicone chimico. Si tratta di un gel che si applica sulla sigillatura e si lascia agire per il tempo indicato in etichetta, spesso tra 30 minuti e qualche ora. Dopo l’azione del prodotto, il silicone diventa più morbido e si stacca con maggiore facilità.
Durante questa fase è utile lavorare con precisione e non avere fretta. Un silicone rimosso male porta quasi sempre a un risultato finale irregolare, con spazi vuoti o infiltrazioni.
Pulizia e preparazione: il passaggio che evita muffa e distacchi
Una volta tolto il silicone, la superficie deve essere perfettamente pulita e asciutta. Anche se visivamente sembra pronta, spesso restano residui di grasso, calcare o muffa invisibile che impediscono l’adesione.
La pulizia deve essere fatta con alcool denaturato o alcool isopropilico, perché sgrassano senza lasciare residui. È consigliabile evitare detergenti troppo schiumosi o prodotti oleosi, che possono creare una patina. Se sono presenti macchie di muffa, conviene trattare prima con un prodotto specifico antimuffa o con candeggina diluita, risciacquare e asciugare bene.
L’asciugatura è fondamentale. Il silicone applicato su una superficie umida non aderisce correttamente e tende a creare bolle o distacchi. In un bagno, soprattutto vicino alla doccia, può essere utile attendere alcune ore o addirittura un’intera giornata, lasciando la zona ben ventilata.
A questo punto entra in gioco il nastro carta, che è la soluzione più semplice per evitare sbavature. Il nastro va applicato lungo entrambi i lati della fuga, lasciando libero solo lo spazio in cui deve andare il silicone. La distanza tra i due nastri determina lo spessore visibile della sigillatura, quindi conviene mantenere una linea costante e simmetrica.
Applicazione del silicone: tecnica corretta per un cordolo uniforme
Per applicare il silicone senza errori, bisogna prima tagliare il beccuccio della cartuccia con un angolo di circa 45 gradi. Il foro non deve essere troppo grande: un taglio eccessivo produce troppo materiale e rende difficile la finitura. Meglio iniziare con un foro più piccolo e, se necessario, allargarlo leggermente.
La pistola va tenuta inclinata e il silicone va estruso con movimento continuo e regolare, senza fermarsi. Il cordolo deve essere uniforme e leggermente abbondante, perché deve riempire completamente la fuga. Se si applica troppo poco silicone, si creano vuoti che poi diventano punti di infiltrazione.
È importante lavorare in tratti brevi, soprattutto se non si ha esperienza, perché il silicone inizia a fare pelle in pochi minuti. Se si aspetta troppo, la lisciatura diventa difficile e si rischiano strappi e bordi irregolari.
Per box doccia e vasca, conviene iniziare dall’alto e scendere, così da gestire meglio eventuali eccessi. In presenza di angoli, è utile rallentare e controllare che il silicone entri bene nella giunzione.
Lisciatura e finitura: come ottenere un risultato pulito senza sbavature
La lisciatura è il momento in cui si definisce l’aspetto finale. Se viene fatta male, anche un’applicazione corretta può risultare disordinata. La tecnica più efficace consiste nel passare il dito o il lisciatore in un’unica direzione, con pressione costante, senza tornare indietro più volte.
Per facilitare la scorrevolezza si può usare acqua con una goccia di sapone neutro oppure uno spray specifico per lisciare silicone. Questo evita che il materiale si attacchi al dito e riduce il rischio di strappi. La quantità di sapone deve essere minima, perché un eccesso può interferire con l’adesione superficiale.
Il movimento deve essere fluido e continuo, creando un profilo leggermente concavo che permette all’acqua di scorrere e non ristagnare. Se durante la lisciatura si formano buchi o zone irregolari, è meglio intervenire subito aggiungendo un po’ di silicone e ripassando, perché una volta asciutto non si può correggere senza rifare tutto.
Subito dopo la lisciatura bisogna rimuovere il nastro carta, mentre il silicone è ancora fresco. Se si aspetta troppo, il nastro può strappare i bordi e rovinare la finitura. La rimozione va fatta lentamente, tirando il nastro verso l’esterno e con un angolo inclinato, così da lasciare un bordo netto.
Dopo aver tolto il nastro, è utile controllare eventuali piccoli residui e pulire subito con un panno leggermente imbevuto di alcool, senza toccare direttamente la sigillatura.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to