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Come scrivere una landing page che converte: struttura in sezioni

Come scrivere una landing page che converte: struttura in sezioni

Nel 2026 una landing page efficace non si misura dal design accattivante o dalla quantità di testo presente, ma dalla capacità di guidare l’utente verso un’azione specifica, riducendo attriti e dubbi lungo il percorso. A differenza di una homepage o di una pagina istituzionale, la landing page ha un solo obiettivo: convertire. Che si tratti di una vendita, di una richiesta di contatto o dell’iscrizione a una demo, ogni elemento deve contribuire a rendere quella scelta naturale e coerente.

Molte landing page non convertono perché cercano di dire troppe cose, parlano dell’azienda invece che del problema del cliente oppure inseriscono call to action premature, quando l’utente non è ancora convinto. Una struttura in sezioni, progettata secondo una logica persuasiva, permette di accompagnare il visitatore in un percorso progressivo: attenzione, interesse, fiducia, decisione.

Scrivere una landing page che converte significa quindi costruire un flusso narrativo orientato al risultato, in cui ogni sezione ha una funzione precisa e misurabile.

Hero section: promessa chiara e orientata al beneficio

La parte iniziale della landing page, spesso chiamata hero section, è il punto in cui l’utente decide se restare o abbandonare. In pochi secondi deve comprendere cosa viene offerto, per chi è pensato e quale beneficio concreto può ottenere.

Il titolo principale deve essere specifico e centrato sul risultato, evitando formule generiche o autoreferenziali. Un titolo come “Soluzioni innovative per il tuo business” comunica poco; molto più efficace è un messaggio orientato al beneficio, ad esempio “Riduci del 30% il tempo di gestione amministrativa con un unico software”. La differenza sta nella concretezza.

Subito sotto il titolo è utile inserire un sottotitolo che chiarisca il contesto e rafforzi la promessa, spiegando in modo sintetico come funziona la soluzione o quale problema risolve. Questa parte non deve essere lunga, ma deve eliminare ambiguità.

La call to action primaria deve essere visibile e coerente con l’obiettivo della pagina. Se la landing è pensata per generare lead, il pulsante può invitare a “Richiedi una consulenza gratuita” o “Scarica la guida”. Se l’obiettivo è la vendita, la CTA deve essere diretta ma non aggressiva. La chiarezza riduce lo sforzo decisionale.

Un elemento visivo, come un’immagine del prodotto, un mockup o un breve video dimostrativo, aiuta a rendere tangibile l’offerta. L’utente deve poter immaginare l’utilizzo concreto del servizio o del prodotto.

Sezione problema: mostrare di comprendere il bisogno reale

Dopo aver catturato l’attenzione, la landing page deve dimostrare di comprendere il problema dell’utente. Questa sezione è fondamentale per creare connessione, perché se il visitatore non si riconosce nella descrizione, difficilmente proseguirà nella lettura.

La descrizione del problema deve essere specifica e basata su situazioni concrete. Ad esempio, invece di scrivere “Gestire i clienti può essere complicato”, è più efficace descrivere scenari realistici: dati sparsi tra fogli Excel, comunicazioni frammentate, scadenze dimenticate. Questo tipo di dettaglio aumenta la credibilità.

È utile articolare il problema in più aspetti, come inefficienza, costi nascosti, perdita di tempo o mancanza di controllo. L’obiettivo non è creare allarmismo, ma far emergere consapevolezza. Una landing page che salta direttamente alla soluzione senza chiarire il problema rischia di apparire superficiale.

In questa fase non è necessario parlare del prodotto in modo approfondito. È più importante costruire un terreno comune con il lettore, mostrando comprensione delle sue difficoltà quotidiane.

Sezione soluzione: spiegare come funziona in modo semplice e concreto

Una volta definito il problema, la pagina deve presentare la soluzione in modo strutturato. Questa sezione non deve essere un elenco tecnico di funzionalità, ma una spiegazione chiara di come il prodotto o servizio risolve le criticità appena descritte.

È utile suddividere la soluzione in 3 o 4 punti chiave, ciascuno focalizzato su un beneficio operativo. Ad esempio, se si tratta di un software, si può spiegare come centralizza dati, automatizza processi e fornisce report immediati. Ogni punto dovrebbe collegarsi direttamente a uno dei problemi precedentemente evidenziati.

Il linguaggio deve essere orientato al risultato, non alla tecnologia. Scrivere “integrazione API avanzata” è meno efficace rispetto a “collega automaticamente i tuoi strumenti senza inserire dati manualmente”. L’utente è interessato a ciò che ottiene, non al dettaglio tecnico fine a sé stesso.

In questa sezione è utile inserire una seconda call to action, soprattutto se il traffico proviene da utenti già caldi. Tuttavia, la CTA deve essere integrata in modo naturale, senza interrompere bruscamente il flusso.

Sezione prova sociale: costruire fiducia e ridurre il rischio

Nel 2026 la fiducia è uno degli elementi più critici per la conversione, perché gli utenti sono esposti a numerose offerte e tendono a essere prudenti. La sezione dedicata alla prova sociale serve a dimostrare che la soluzione funziona davvero per altri.

Testimonianze di clienti reali, preferibilmente con nome, ruolo e azienda, aumentano credibilità. Ancora più efficaci sono le testimonianze che includono risultati concreti, come miglioramenti percentuali o risparmi di tempo. Dichiarazioni generiche hanno un impatto limitato.

Case study sintetici possono rafforzare ulteriormente la percezione di affidabilità, mostrando il prima e dopo. Anche loghi di aziende clienti, se rilevanti, contribuiscono a creare autorevolezza.

Oltre alle testimonianze, possono essere inseriti elementi come certificazioni, premi o numeri significativi, ad esempio il numero di clienti attivi o di utenti soddisfatti. Tuttavia, i dati devono essere verificabili e coerenti con il posizionamento.

Questa sezione riduce il rischio percepito e aiuta l’utente a superare l’ultima barriera prima della decisione.

Sezione offerta e dettagli pratici: chiarezza su prezzo e condizioni

Prima della call to action finale, la landing page deve fornire informazioni chiare su prezzo, modalità di acquisto o condizioni del servizio. L’ambiguità in questa fase può bloccare la conversione.

Se il prezzo è visibile, deve essere spiegato in modo semplice, evidenziando cosa include. Se l’offerta prevede più piani, la comparazione deve essere sintetica e focalizzata sui benefici distintivi. Tabelle troppo complesse aumentano la confusione.

Nel caso di servizi su preventivo, è utile spiegare cosa succede dopo la richiesta di contatto, ad esempio tempi di risposta o modalità di consulenza. Questo riduce l’incertezza.

Garanzie, possibilità di cancellazione e prove gratuite devono essere comunicate chiaramente, perché riducono il rischio percepito. Anche dettagli come sicurezza dei pagamenti e protezione dei dati possono rassicurare l’utente.

La call to action finale deve essere ben visibile e coerente con tutto il percorso costruito. Dopo aver chiarito problema, soluzione e prova, l’utente deve trovare naturale compiere il passo successivo.

Ottimizzazione continua: test e miglioramenti basati sui dati

Una landing page che converte non è mai definitiva. Nel 2026 l’ottimizzazione continua è parte integrante della strategia, perché piccoli cambiamenti possono influenzare in modo significativo il tasso di conversione.

Test A/B su titolo, call to action, ordine delle sezioni o formulazione dei benefici permettono di individuare versioni più efficaci. Anche la lunghezza del testo può essere adattata in base al tipo di traffico: utenti provenienti da campagne a pagamento possono richiedere pagine più concise, mentre traffico organico informativo può preferire maggiore approfondimento.

Monitorare metriche come tasso di conversione, tempo di permanenza, scroll e abbandono del modulo aiuta a identificare punti critici. Se molti utenti abbandonano prima della sezione prezzo, potrebbe essere necessario rafforzare prova sociale o chiarire meglio i benefici.

Anche la coerenza tra annuncio e landing page è determinante. Se il messaggio promesso nell’advertising non trova continuità nella pagina, l’utente percepisce disallineamento e abbandona.

Una struttura in sezioni ben progettata, unita a test costanti e attenzione ai dettagli, consente di costruire landing page che trasformano traffico in risultati concreti, mantenendo credibilità e coerenza con il brand.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.