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Sprechi, sempre sprechi!

Sprechi, sempre sprechi!

Peter Cavanagh | 4 febbraio 2013 | News, Opinionista, Rubriche

 

In questi ultimi tempi di vacche magre, assai magre, come per incanto tutti si accorgono che nella pubblica amministrazione, intesa come il complesso di Stato, Regione, Provincia, Comune, ci sono stati e ci sono tuttora sprechi che dilapidano le risorse economiche chieste ai cittadini per avere servizi efficienti.

Ci si accorge che il finanziamento pubblico ai partiti è talmente elevato da gridare allo scandalo perché presso tutti, dico tutti i partiti, si sono sperperate le risorse, che le indennità parlamentari sono scandalosamente elevate, anche in confronto al trattamento economico riservato al comune cittadino che va in pensione.

Ci accorgiamo che, piuttosto che destinare i fondi per la manutenzione del le strade,  alcuni fortunati, che per mestiere fanno politica, vivono nel lusso con i nostri soldi.

Ma il mio invito a meditare è rivolto ai contribuenti per segnalare che non ci sono solo gli scandali che affollano ogni giorno i quotidiani, ma che esiste un sistema diffuso di sperperare il denaro pubblico che si estende ai piccoli enti.

Apparentemente sembrano piccole cose, quasi organiche al funzionamento dei servizi, ma che se sommati comportano una tale somma da fare impallidire rispetto agli scandali mediatici.

Avendo vissuto una vita lavorativa negli enti locali, conosco vizi e virtù di questi ed evidenzio che i vizi o meglio gli sperperi sono aumentati a dismisura.

Consigli comunali che si riuniscono in continuazione, sotto forma di commissioni per discutere del nulla, improvvisandosi ingegneri per ispezionare lo stato della viabilità; sanitari per verificare lo stato di igienicità dei locali; convocando funzionari e amministratori per relazionare su ciò che tutti sanno e tutti vedono.

Ma lo scopo ultimo è uno solo, avere diritto a un gettone di presenza che per qualche consigliere giovane è l’unica fonte di reddito, per altri è un modo per giustificare l’assenza dal lavoro, per altri ancora diventa un sistema per avere un reddito di lavoro dipendente.

Rivestire la carica di consigliere comunale, che dovrebbe essere votato a servire i concittadini e gli elettori, diventa acquisire un privilegio, certo inferiore a quello degli onorevoli regionali, ma pur sempre un privilegio che viene finanziato con i soldi dei contribuenti.

Ricordo come qualche anno fa, interi Consigli comunali litigavano per essere mandati in missioni in una qualche città d’Italia per partecipare a un convegno  o a una assemblea, interamente a spese del Comune, in alberghi di lusso, e magari poi qualcuno andando in giro per i fatti suoi.

Allora nessuno rilevava lo sperpero e anzi ogni obiezione di limitare la spesa era considerata un limite al mandato di amministratore pubblico.

Oggi, in cui i cittadini sono stretti fra un aumento del costo della vita e un aumento del peso tributario, non ci si può permettere di lasciare correre simili sperperi.

Quindi, alta si deve levare la protesta perché chi è chiamato a una carica pubblica svolga il proprio lavoro al meglio e con i minori costi possibili per recuperare lo sperpero del denaro di anni passati che abbiamo accumulato in un debito pubblico spaventoso.

Oggi, con i mezzi informatici a nostra disposizione, tutti i cittadini possono essere informati e possono e devono scandalizzarsi per le devianze rispetto alle finalità pubbliche che giustificano il conferimento di un pubblico potere.

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