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Tutta colpa di Freud

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Regia: Paolo Genovese

Cast: Marco Giallini, Claudia Gerini, Anna Foglietta, Vittoria Puccini, Alessandro Gassman

Distribuzione: Medusa

Durata:  1h 53 min

Genere: commedia

Programmazione: Alcamo, Cinema Esperia da oggi 7 febbraio, ore 20:30 – 22:30

Tutta colpa di Freud è una commedia romantica fatta e finita con un intreccio solo un po’ più movimentato rispetto al classico passo a due.

Giallini, nel ruolo di psicanalista e padre “moderno”,  offre un’interpretazione convincente, sentita. Non è uno dei soliti attori rigidi usciti dalla scuola italiana, tutti con le stesse espressioni, movenze, tonalità di voce. Giallini si cala perfettamente nella parte ed è il suo modo di gesticolare che lo rende unico. Gassman, al contrario, è uno di quegli attori che ho citato poco prima, impostato, certamente versatile, ma che personalmente mi trasmette poco.
Anna Foglietta è l’altra protagonista indiscussa, forse il personaggio più umano del film, recita il ruolo di una lesbica allo sbando totale per via delle troppe delusioni d’amore. La sua Sara è comica, buona, maschiaccia e in preda ad un ormone che fa impallidire quello della sorella diciottenne interpretata da Laura Adriani. Vittoria Puccini infine è Marta, la sorella “di mezzo”, quella che si innamora sempre dell’uomo sbagliato. Colpisce di lei la bellezza platonica dei suoi occhi e del suo carattere: un’angelica presenza di cui è difficile non innamorarsi.

All’amore e alle sue questioni Paolo Genovese ci crede tanto se al tema – a due passi da San Valentino– dedica un romanzo e un film, entrambi in uscita a gennaio ed entrambi intitolatiTutta colpa di Freud. Ebbene sì,  “l’amore è la malattia più diffusa al mondo!”,  ma tranquilli, secondo il regista, non è mortale, e soprattutto la maggior parte delle volte è solo una specie di influenza che col tempo passa, sebbene continui ad essere ciò che muove continuamente le nostre vite.

E se si dà la colpa al padre della psicanalisi Sigmund Freud è solo per far ridere e sorridere, ma in fondo il buon Genovese (suoi “Immaturi” e “Una famiglia perfetta”) non va mica troppo lontano dalla verità. É il signor Freud ad averci fatto una testa tanta con la tesi che ogni aspetto della vita umana va spiegato attraverso il sesso. É lui ad avercelo tramutato, questo sesso, in pensiero-icona in grado di spiegare l’arcano di tutto.

Cosa dire dunque di questo film? Genovese dipinge un bel quadro di una famiglia in cui un padre abbandonato dalla moglie deve fare i conti con tre figlie da allevare. Non saprei dire se il risultato è dovuto più alla sceneggiatura o al modo di porsi degli attori, fatto sta che allo spettatore si presentano dei sentimenti che possono risultare banali, ma che in realtà non lo sono.

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