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Ustica: arriva la sentenza della Cassazione

Ustica: arriva la sentenza della Cassazione

irenemineo | 29 gennaio 2013 | Cronaca

 

Arriva la sentenza della Cassazione che afferma, non fu un'esplosione interna a distruggere il Dc9 con 81 persone a bordo.

''La Cassazione si e' pronunciata in maniera definitiva sul disastro aereo di Ustica affermando la responsabilità dello Stato, a seguito del giudizio civile iniziato da me nel 1990'' ha affermato l'avv. Vincenzo Fallica, difensore di alcuni familiari delle vittime della strage di Ustica, che è il primo legale ad aver citato in sede civile i ministeri per la tragedia che provocò la morte di 81 persone.

La causa della strage di Ustica fu un missile, e lo Stato deve risarcire i familiari delle vittime per non aver garantito, con sufficienti controlli dei radar civili e militari, la sicurezza dei cieli.

E' quanto ha stabilito la Cassazione in sede civile nella prima sentenza definitiva di condanna al risarcimento.

Secondo la Cassazione è "abbondantemente e congruamente motivata la tesi del missile" accolta dalla Corte di Appello di Palermo a fondamento delle prime richieste risarcitorie contro lo Stato presentate dai familiari di tre vittime della strage di Ustica. Per la Suprema corte il controllo dei radar sui cieli italiani non era adeguato.

Con la sentenza 1871 sono stati respinti i ricorsi con i quali il ministero della Difesa e quello dei Trasporti volevano mettere in discussione il diritto al risarcimento dei familiari di tre vittime della strage, i primi a rivolgersi al giudice civile, seguiti – dopo – da quasi tutti gli altri parenti dei passeggeri del tragico volo, partito da Bologna e diretto a Palermo la sera del 27 giugno del 1980, e abbattuto nei cieli su Ustica.

Senza successo i ministeri, difesi dall'Avvocatura generale dello Stato, hanno per prima cosa tentato di dire che il disastro aereo si era ormai prescritto e poi che non si poteva loro imputare "l'omissione di condotte doverose in difetto di prova circa l'effettivo svolgimento dell'evento".

La Cassazione ha replicato che "è pacifico l'obbligo delle amministrazioni ricorrenti di assicurare la sicurezza dei voli", e che "è abbondantemente e congruamente motivata la tesi del missile" accolta dalla Corte di appello di Palermo nel primo verdetto sui risarcimenti ai familiari delle vittime depositato il 14 giugno 2010.

Quanto alla prescrizione, il motivo è stato giudicato "infondato". Ad avviso della Suprema Corte, l'evento stesso dell'avvenuta vicenda della strage di Ustica "dimostra la violazione della norma cautelare".

La Suprema corte ha, quindi, rigettato i ricorsi della Difesa e dei Trasporti, accogliendo il reclamo dei familiari delle tre vittime rinviando alla Corte di appello di Palermo per valutare se possa essere concesso un risarcimento più elevato rispetto al milione e 240 mila euro complessivamente liquidato ai familiari.

Il presidenza dell’associazione familiari delle vittime della strage di Ustica commenta "La decisione della Cassazione ha ribadito la verità, togliendo ogni altra possibile valutazione; speriamo che si tolga ogni reticenza" nel capire "chi è stato ad abbattere il Dc9. Per farlo, occorre che il governo del mio Paese si attivi per farsi dare risposte dagli Stati esteri”.

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