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Vita, Morte e Miracoli, il nuovo romanzo di Roberto Mandracchia

Vita, Morte e Miracoli, il nuovo romanzo di Roberto Mandracchia

Peter Cavanagh | 31 gennaio 2014 | Cultura, News

 

Il mondo raccontato da Roberto Mandracchia nel romanzo “Vita, Morte e Miracoli”, in Libreria dal 29 Gennaio, pubblicato da Baldini & Castoldi, è un luogo in cui tutti puntano sulla menzogna, dove l’imbroglio è facilmente creduto, anche se le bugie raccontate sono enormi ed addirittura paradossali.

Lo scrittore agrigentino, 27 anni, laureato in Lettere, racconta “una società senza speranza e senza eroi, dove i cittadini sono pronti a vendersi e a credere in qualsiasi cosa. Ci sono considerazioni sul rapporto con la religione che hanno i siciliani, con la convivenza con la tradizione, la superstizione, il paganesimo – ci spiega Mandracchia – Abbiamo sempre bisogno di credere al di là di noi, c’è la tendenza a delegare e a scegliere la via più facile e rassicurante e c’è chi ci lucra sopra. Nel nostro Paese si aspetta sempre l’uomo della provvidenza”.

Protagonista del romanzo è Canio Calicchia, la cui famiglia si tramanda da generazioni il ginocchio valgo e il lavoro di custode al cimitero (che ha la scandalosa forma dei genitali femminili) del comune di Retolo. La serena vita di questo paesino sonnolento del Sud viene sconvolta dalla voce sempre crescente con cui la vecchietta Nunziatella Levo parla con Gesù, la Madonna, i santi e la anime del Purgatorio, facendo nascere un delirio di misticismo e un inarrestabile flusso di pellegrini, che alimenterà la voglia di denaro e di potere della comunità. Canio, fino a quel momento uomo rassicurato dalla sua vita abitudinaria, dovrà cambiare, sollecitato da eventi straordinari.

“La vita di paese, soprattutto nel Meridione, è uno scenario interessante dove ci sono precise usanze, ritualità, gesti – commenta Roberto Mandracchia – Ciascuno, agli occhi degli altri, è sempre una macchietta che risponde a degli stilemi”.
“Vita, Morte e Miracoli” è una commedia atroce, in cui alla semplicità di Canio si contrappongono la superstizione e la corruttibilità umana. “La credulità, la superstizione – sottolinea il giovane scrittore  – sono molto diffuse nel nostro Paese. Spesso questi veggenti che affermano di parlare con gli spiriti dei defunti sono spinti dal cercare soldi per finanziare associazioni o santuari. C’è in loro, o in chi sta intorno a loro, una componente edile molto sospetta, la voglia di sfruttare la superstizione per fare affari. Era quello che volevo raccontare, un tipo di religione che sconfina nel paganesimo”.

Roberto Mandracchia ha un rapporto di amore e odio con la Sicilia: la ama per quella che è e la odia per quella che è. Una terra di forti contrasti – ben descritta nel romanzo – con cui Canio Culicchia deve confrontarsi: un individuo, un singolo, contro un sistema.

Roberto Mandracchia è nato ad Agrigento nel 1986. Ha pubblicato racconti per numerose riviste e antologie e il romanzo Guida pratica al sabotaggio dell’esistenza (Agenzia X, 2010).

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