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Ricordando “Inception”: sogni da Oscar!

Regia: Christopher Nolan – Cast: Leonardo Di Caprio, Ken Watanabe, Joseph Gordon-Levitt, Marion Cotillard, Ellen Page, Tom Hardy, Cillian Murphy. Tom Berenger, Michael Caine, Lukas Haas, Tohoru Masamune – Produzione: Syncopy – Distribuzione: Warner Bros Pictures – Anno: 2010 – Durata: 142 minuti – Genere: fantascienza, thriller – Oscar e Nomination: Miglior film, regia, sceneggiatura, colonne sonore, fotografia, effetti speciali. 

Christopher Nolan è oggi considerato con Inception uno dei talenti  assoluti del cinema contemporaneo. E’ il regista  nella narrazione surreale, quasi un’illusionista che cerca di superare il limite di tutto quello che è immaginabile, capace di rielaborare il montaggio del film con sapienti trucchi cinematografici generando labirinti indecifrabili dove lo spettatore perde il controllo della propria percezione.

Inception é la storia della creazione continua di città e angoli dove scavare casseforti per nascondere i ricordi più toccanti e disperati. Perchè solo i ricordi sono in grado di farti comprendere se quello che hai vissuto è stato o meno reale. E solo i ricordi riescono ad ammazzarti nel sonno, mentre vetri e pallottole ti sfiorano appena. Questo però ti resta solo dopo, alla fine, quando l'innesto nel cervello di chi guarda é già stato impiantato e tu ti svegli da un viaggio di oltre due ore, dove raramente in realtà potrebbe mai venirti sonno. E’ difficile spiegare la trama, perchè si finirebbe per dire più del dovuto ma ci proviamo con poche parole. Dom Cobb (Leonardo Di Caprio) è un ladro con un’abilità particolare: è in grado di rubare pensieri e idee dal subconscio di una persona mentre sogna, cioè quando la mente è nel suo stato più vulnerabile. La sua ultima missione, che gli permetterebbe di ritornare negli USA dopo un esilio volontario e rivedere i suoi figli, è però quella più rischiosa: invece di rubare un’idea dal subconscio di una persona, deve attuare il processo inverso, cioè immetterla entrando nel sogno di un soggetto.

Un magnate giapponese, Saito, vuole che Cobb entri nella mente di Robert Fisher, il suo rivale più grande, per convincerlo a dividere l’eredità del padre. Cobb e il suo team di specialisti hanno davanti a loro una missione complicata, tuttavia, devono fare i conti con la comparsa improvvisa di un nemico che sembra sapere esattamente che cosa stanno combinando, e come fermarli.

A metà strada tra “Matrix” e “007”, il film di Nolan fluttua sulla struttura di un sogno, un puzzle che a tratti perde pezzi per strada, a causa di una certa prolissità già presente nella filmografia del regista. Eppure i momenti da pelle d’oca non mancano così come sequenze da grande cinema: le immagini hanno quel potere che le rende istantaneamente indimenticabili, merito anche della fotografia raffinata di Wally Pfister (da sempre braccio destro del regista). Allo stesso tempo le musiche di Hans Zimmer si preoccupano di coinvolgere perfino chi sta in fondo al loggione. In altre parole Inception è il colossal che aspettavamo, quello che arriva dopo una serie di occasioni mancate in un momento in cui Hollywood ha un’emorragia di qualità e originalità.

Naturalmente nel caso di Inception, la domanda che vi porrete tutti è: capolavoro o meno?  Mettiamola così, science fiction, action, love story, thriller… ce n’è per tutti i gusti ed una miscela così non era mai stata messa a punto in questo modo.

Perchè a volte un'idea è talmente potente da rimanere nella nostra mente come il parassita più resistente”.

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