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31 gradi kelvin, l’esordio del regista alcamese Giovanni Calvaruso oggi all’Esperia

Regia e sceneggiatura: Giovanni Calvaruso

Distribuzione: Arbash , Pasquale Scimeca, Linda Di Dio

Interpreti: Silvia Francese, Silvia Vena, Vincenzo Albanese, Antonio Ciurca, Omar Noto, Walid Gasmi

Genere: Drammatico

Durata: 82 minuti

Programmazione: Cinema Esperia Alcamo, dal 28 novembre al 2 dicembre, ore  20:30- 22:30

Oggi e fino al 2 dicembre, al Cinema Esperia, potrete vedere il primo lungometraggio scritto e diretto dal giovane regista alcamese Giovanni Calvaruso, 31 gradi kelvin. (Non potevano scegliere settimana più appropriata, viste le temperature!)

31 gradi kelvin, prodotto dalla società Arbash con il contributo della Sicilia Film Commission, partecipa a diversi festival internazionali, aggiudicandosi una menzione della giuria (presidente Edoardo Winspeare) al 36° Festival du Film Italien de Villerupt con la seguente motivazione: “L’interessante esordio di Calvaruso si fa notare per un registro dove la denuncia e la tensione morale non sacrificano la poesia. Già maturo nella caratterizzazione dei personaggi e soprattutto sicuro nello stile, il regista ci presenta una Sicilia inconsueta popolata di gioventù precaria sotto un cielo plumbeo. Nel film non c’è alcun cedimento al fascino facile della grande isola mediterranea, la sua visione pessimistica della realtà non consola ma fa partecipare lo spettatore sgomento al "genocidio di una generazione”.

Ambientato in una periferia urbana di una cittadina siciliana, il film racconta storie e personaggi di ordinaria emarginazione e solitudine: come quella di Pietro, operaio per trent’anni alla Fiat siciliana, che affronta da solo, dopo la morte della moglie, la sfida più difficile con la malattia. O quella di Ibrahim, un maghrebino che vive e lavora da anni in Italia nell’attesa di far ritorno prima o poi nel suo Paese. E ancora Rachele, perennemente divisa fra il lavoro che le è necessario per vivere e la voglia di continuare gli studi universitari, che è stata costretta ad interrompere; o quella di Eva, una giovane pittrice che si adatta a lavorare in fabbrica pur di continuare a coltivare le proprie aspirazioni; o infine, il percorso senza ritorno di Mariano e Luca, due giovani “sbandati” senza lavoro, senza certezza alcuna, senza niente.

Storie di solitudini che si sovrappongono e si intrecciano in cui i protagonisti sono al contempo vittime e carnefici di una società che ha perso ogni radice e valore.

Giovanni Calvaruso spiega il suo lungometraggio cominciando proprio dal titolo: “Lo zero kelvin corrisponde a circa -273° C e viene usato in fisica per indicare lo “zero assoluto”, la temperatura più bassa che in teoria si può ottenere e in cui non vi è possibilità di vita per nessun essere vivente. I miei 31 gradi kelvin si riferiscono a una ipotetica temperatura limite in cui non vi potrebbe essere possibilità di vita vera e propria ma solo di sopravvivenza.

Tutti i protagonisti del film infatti conducono vite precarie: precarietà che non è solo lavorativa ed economica ma anche sentimentale, affettiva e, più in generale, esistenziale.

Con questa opera tento di raccontare la complessa realtà del nostro tempo, soprattutto quella dei giovani del Sud dell’Italia. Una generazione privata di qualsiasi riferimento ideale, sperduta e disperata, senza più certezze e sicurezze, senza più padri a cui aggrapparsi e istituzioni a cui affidarsi. Una generazione che trascorre la propria precaria esistenza in territori derubati, annientati e deturpati da decenni di barbarie incontrollata e di pessima amministrazione.

La mia, la nostra, è la prima generazione che ha avuto meno di quella precedente. I nostri genitori guardavano al futuro e, speranzosi, cercavano di programmarlo. Noi a malapena riusciamo a combattere col presente. Giorno dopo giorno”.

Conosciamo bene la realtà di cui parla Calvaruso e riconosceremo anche molte delle zone in cui è stato girato il lungometraggio, tra cui Alcamo, Castellammare del Golfo, Buseto Palizzolo e Trapani.

Il resto lo lasciamo alla vostra curiosità e soddisfazione di vedere il debutto del regista alcamese Giovanni Calvaruso.

Buona visione!

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