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Quando Alcamo venne “Liberata”
Linee di avanzata degli Alleati in Sicilia.

Quando Alcamo venne “Liberata”

Emanuele Cusumano | 25 aprile 2019 | Cultura, News

 

Erano entrati da Porta Palermo e, lentamente, con l’andatura da sfilata dei vincitori, procedevano verso Porta Trapani. A me sembrava una festa, con tutta quella gente ammassata contro i muri dei palazzi e le bandiere che sventolavano allegre i bei colori della bandiera americana”.

La scrittrice Maria Sandias, nel parlare dell’ingresso degli Alleati in Alcamo.

Oggi, 25 aprile 2019 festeggiamo il 74° Anniversario della Liberazione d’Italia, ovvero in memoria dell’insurrezione di tutte le forze partigiane del Nord Italia, avvenuta il 25 aprile del 1945, nei confronti delle truppe nazifasciste con l’intento di debellarle dal territorio italiano.

Nonostante ciò la “liberazione” del Sud Italia, specie della Sicilia iniziò il 10 luglio del 1943 con il celebre “Sbarco in Sicilia”, conosciuto anche con il nome in codice “Operazione Husky”.

La notizia dello Sbarco giunse repentina ad Alcamo, le campane della Chiesa Madre diedero per prime l’annuncio nel cuore della notte e gli alcamesi si trovarono smarriti, non sapendo cosa li stesse attendendo.

Fortunatamente la Città non subì bombardamenti se non alcuni episodi presso la Stazione di Alcamo Diramazione per motivi strategici. Alcuni cittadini però persero la vita, principalmente per motivi di ordine pubblico, dal momento che si diffuse il contrabbando di beni saccheggiati dai vari depositi militari. Vanno inoltre ricordati alcuni isolati episodi nei quali a causa dei mitragliamenti da parte di alcuni aerei, specie nelle campagne, persero la vita alcuni alcamesi tra un cui un giovane ragazzo di 14 anni.

Alcamo accolse positivamente e senza resistenza le truppe alleate, che dai racconti dei testimoni dell’epoca destavano un certo fascino nella popolazione. Avremmo potuto infatti ammirare soldati di diverse etnie, tra cui alcuni neri (cosa mai vista prima di allora) che a bordo delle loro Jeep lanciavano sigarette e cioccolato al popolo esultante per il Corso di Alcamo. Donando inoltre le classiche coperte verde militare dalle quali gli alcamesi ricavarono camicie e vestiti.

La Città, una volta destituito il Podestà passò alla reggenza del Maggiore Sutton e in seguito del Capitano Kelart, entrambi militari inglesi.

In uno scenario di immenso odio e dolore, nel quale si confrontarono per anni le più grandi potenze mondiali e che vide la nostra terra martoriata dalla sofferenza e dalla morte, è curioso tramite la seguente testimonianza dell’epoca riuscire a rivivere quel periodo attraverso gli occhi di un contadino:

“[…] io e mio fratello più piccolo stavamo andando ad Alcamo con il carro; […] c’era un camion in moto e senza autista, di traverso in mezzo alla strada. Ci siamo fermati e guardando intorno, abbiamo visto un cavallo bardato e abbandonato in mezzo ad una vigna vicino alla strada, ferito alla mandibola da un colpo di fucile. […] e più indietro verso Gibellina, nella cunetta c’era un soldato tedesco morto, era a pancia a terra con una mitragliatrice in pugno ed aveva un buco di circa 5 centimetri sulla testa dalla parte posteriore. […] Dopo ho saputo dell’entrata degli Americani, e che vi era stato un attacco a fuoco tra fascisti e tedeschi e mentre si sparavano arrivò una camionetta Americana che con il cannoncino piazzato sopra la Jeep sparò al tedesco.”

Queste parole ci rivelano con drammatico realismo ciò che un semplice contadino, nella sua ingenuità e commovente passività agli eventi, poteva provare e poteva comprendere in un contesto tanto terribile. Come disse Jean-Paul Sartre:Quando i ricchi si fanno la guerra tra loro, sono i poveri a morire”, ebbene in milioni morirono in questo conflitto e altrettante persone patirono per i decenni a seguire angosce e traumi come eredità di un luttuoso passato.

Oggi è festa. Facciamo sì che con il monito sempre vivo delle passate testimonianze, ciò che è stato non sarà mai più.

Fonte:

  • Chiarelli et D. Cocchiara, Alcamo nel XX secolo (volume I: 1900-1943); Arti Grafiche Campo, Alcamo, 2005.
  • Roberto Calia, Alcamo dalle origini ai nostri giorni; Lussografica, Caltanissetta, 2016 (stampa finanziata dal Comune di Alcamo).

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