- Ideazionenews - http://www.ideazionenews.it -

Alcamo: San Paolo sostituito dalla statua di Garibaldi

È quantomeno singolare che un personaggio laico e anticristiano sia finito per essere S. Paolo

Questa l’osservazione di Luigi Culmone, giornalista nonché da sempre cultore della storia, specie di quella alcamese.

Dalle informazioni forniteci dal Dott. Culmone, vi sarebbe un particolare alquanto curioso nel prospetto della Chiesa dei Santi Paolo e Bartolomeo di Alcamo. Infatti la statua posta nella nicchia centrale, ovvero al di sopra del portale, sarebbe una rappresentazione di Giuseppe Garibaldi ossia una figura decisamente antitetica a quella dell’Apostolo Paolo.

Il fedeli pertanto, da circa un secolo, accettano inconsapevolmente per sacra quella che è la figura di un uomo che nel suo stesso testamento specificò: “(…) io dichiaro, che trovandomi in piena ragione oggi, non voglio accettare, in nessun tempo, il ministero odioso, disprezzevole e scellerato d’un prete, che considero atroce nemico del genere umano e dell’Italia in particolare”.

Un fatto se non altro ironico.

Ma come si è giunti a sostituire con una statua dell’ “Eroe dei due Mondi” quello che doveva essere uno spazio riservato a S. Paolo?

Di seguito l’interessante quanto curiosa spiegazione fornitaci da Luigi Culmone.

Il quale ci ha chiarito che le origini di tale vicenda sono remote e si possono invero far risalire ai tempi della costruzione della Chiesa stessa. Per varie motivazioni infatti la “nicchia” in questione è rimasta vuota per secoli, solo nei primi anni del ‘900 l’allora Parroco D’Angelo tentò di porvi all’interno una statua del Santo. Ciò nonostante la Chiesa versava in una precaria situazione economica, motivo per cui gli fu consigliato di informarsi con un “rigattiere” di Trapani, il quale avrebbe fatto un buon prezzo qualora avesse già avuto in magazzino la statua in questione. Il caso volle che costui era sprovvisto delle Sacre raffigurazioni di cui necessitava il Parroco sebbene possedesse più statue di Giuseppe Garibaldi cosicché ne regalò una al Prete, il quale la fece rimaneggiare affinché potesse assumere i caratteri essenziali del Santo Paolo.

Certamente una statua non deve esse venerata in quanto tale, bensì è il suo valore simbolico a dover essere oggetto di fede, il quale indubbiamente trascende le fattezze dell’ “oggetto” in quanto tale.

Nonostante ciò oggi la circostanza è probabilmente unica nel suo genere o se non altro decisamente inconsueta.

Come lo stesso Luigi Culmone fa notare: “Uno scherzo della storia che ha creato una situazione passata nel silenzio per cento anni”.

Commenti

commenti