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Alcamo e Carboneria: la rivoluzionaria società segreta
Diploma di affiliato alla Carboneria del 1820.

Alcamo e Carboneria: la rivoluzionaria società segreta

Emanuele Cusumano | 13 marzo 2019 | Cultura, News

 

L’ordine di arresto di 94 alcamesi, la “baracca” ovvero la sede della carboneria nella città di Alcamo e il Gran Maestro della “Vendita” Carbonara cioè l’equivalente della “loggia” per la massoneria.

Questa era Alcamo nella prima metà del XIX secolo.

In un contesto nel quale ad opera del Re Ferdinando I di Borbone venne unificato nel 1816 il Regno delle Due Sicilie, nacque e si sviluppò la famigerata “Carboneria”. Quest’ultima seppure nata originariamente nel Regno di Napoli si pose principalmente l’obiettivo di dotare i paesi Europei di una Costituzione democratica nonché di un valido Parlamento.

Ma torniamo ad Alcamo. La cui storia si intreccia inevitabilmente con quella di Pasquale Calvi, il quale fondò per primo la “baracca” carbonara ad Alcamo e che nel corso della sua vita rivestirà il ruolo di Ministro dell’Interno nel Governo Siciliano e sarà protagonista del Risorgimento Italiano.

Da una lettera dell’epoca si apprende inoltre dell’ordine di arresto di 94 carbonari e rivoluzionari alcamesi definiti “rivoltosi e motori delle passate vicende in Alcamo”. Tra questi figura il Priore del Convento dell’Annunziata (ove oggi è sito in Alcamo il Commissariato della Polizia di Stato), Luigi La Planeta. Quest’ultimo era infatti il “Gran Maestro” di cui sopra e tra gli altri nomi si aggiungono anche quelli di altri prelati nonché nobili locali.

In quegli anni Alcamo sarà protagonista di sanguinosi scontri tra rivoluzionari ed eserciti regolari e la Città vedrà devastati i propri campi dal passaggio di quest’ultimi, nonché saranno saccheggiate numerose strutture sacre come conventi e monasteri e verranno inoltre incendiati gli Archivi comunali.

È curioso e al contempo triste notare come oggi invece, in un contesto storico nel quale la democrazia è ben consolidata nello Stato, quanto spesso siano demotivati i cittadini nel momento in cui sono chiamati al voto. Riducendo di fatto ogni anno la percentuale di affluenza alle urne. Dobbiamo essere consapevoli degli strumenti di potere che abbiamo di diritto come appunto “il voto” e ricordare sempre che grazie alle vite dei nostri antenati oggi possiamo vantare una Costituzione che recita: “la sovranità appartiene al popolo”.

Fonte:

  • Roberto Calia, Alcamo dalle origini ai nostri giorni; Lussografica, Caltanissetta, 2016 (stampa finanziata dal Comune di Alcamo).

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