- Ideazionenews - http://www.ideazionenews.it -

Operazione MAFIABET: Mafia, gioco d’azzardo e corruzione

“MAFIABET” è un’importante operazione dei carabinieri della compagnia di Mazara e dei ROS per contrastare il fenomeno mafioso. Le indagini hanno portato ad una serie di arresti.

Al centro del sistema vi erano LUPPINO Calogero Jonn e GIORGI Francesco, zio del primo, entrambi di Campobello di Mazara e CATANALOTTO Francesco di Castelvetrano. Le indagini degli uomini dell’arma, del procuratore aggiunto Paolo Guido e dei sostituti procuratori De Leo e Dessì, hanno permesso di vigilare sull’imprenditore Luppino e sulla sua velocissima ascesa nel settore delle scommesse e giochi d’azzardo online. Il suddetto affidava la gestione di agenzie (di giochi e scommesse) ad altri associati mafiosi. Dietro l’imprenditore c’erano le famiglie mafiose di Castelvetrano e Mazara del Vallo che con il metodo mafioso obbligavano i vari esercizi del trapanese ad istallare i device delle società riconducibili a Luppino e Giorgi riservando pesanti ritorsioni a coloro che non accettavano le condizioni imposte. I gestori che invece accettavano le condizioni potevano godere della “protezione” dei mafiosi pronti a punire chi prendeva di mira questi esercizi commerciali. Luppino destinava parte dei proventi illeciti, delle sue attività imprenditoriali, alle famiglie mafiose di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Mazara del Vallo. Il Luppino era l’anello di congiunzione tra queste famiglie, le quali avevano visto decapitare i loro vertici, nell’operazione “Anno Zero” della DDA di Palermo. In particolare l’imprenditore mafioso garantiva il sostentamento di singoli associati mafiosi detenuti, in particolare il boss Franco Luppino e sua moglie. GIORGI, il cassiere della mafia, grazie ai suoi contatti pianificava numerose iniziative imprenditoriali servendosi del metodo mafioso di Cosa Nostra sul territorio di Mazara del Vallo, con l’appoggio di Messina Dario, capo del mandamento della famiglia del posto. In quanto “cassiere” e quindi gestore della “cassa” provvedeva alla spartizione dei profitti in favore degli associati delle altre famiglie mafiose. CATANALOTTO Francesco testa di ponte tra Luppino e la famiglia mafiosa di Castelvetrano, veicolava messaggi e informazioni ed organizzava i summit. Il Catanalotto gestiva anche un centro scommesse per conto di Luppino e consegnava denaro, derivante dalle scommesse, per il sostentamento delle famiglie mafiose. MESSINA DENARO, già tratto in arresto nel 2018, era uno dei primi destinatari insieme a Raffaele Urso e Dario Messina, dei finanziamenti di Luppino.

Nella stessa indagine, risulta indagato anche un  deputato regionale per corruzione elettorale. GIORGI e LUPPINO infatti, seguendo le indicazioni disposte dal carcere da Franco Luppino, supportavano la candidatura del politico locale alle competizioni elettorali, promettendo e somministrando generi alimentari a cittadini in cambio della promessa di voto, il classico voto di scambio insomma. I suddetti erano anche esponenti del movimento “io amo Campobello” e Luppino era stato anche consigliere, in passato. I Militari hanno anche sequestrato parecchi beni tra cui 8 società che gestivano non solo giochi e scommesse online ma anche esercizi commerciali, come tabacchi, autonoleggi e bar. Il Luppino aveva differenziato gli investimenti fino ad acquistare anche delle società di scommesse sull’isola di Malta. Un valore complessivo di circa 5 milioni di euro.

Commenti

commenti