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Il furto dei gioielli della Madonna dei Miracoli

Il furto dei gioielli della Madonna dei Miracoli

Emanuele Cusumano | 30 gennaio 2019 | Cultura, News

 

Vogliamo l’oro! Vogliamo l’oro!

Attorniando la Chiesa di S. Paolo ad Alcamo, una popolazione di circa 30.000 persone urlava rabbiosa queste parole.  Era il 20 marzo 1904, ore 17:00. Ancora oggi ad Alcamo durante il periodo Quaresimale, sulle orme di una secolare tradizione religiosa, si svolge la processione detta “Penitenziale”, nella quale il simulacro di Maria SS. Dei Miracoli, patrona della città, viene trasferito dalla Chiesa Madre alla Chiesa di S. Paolo, per poi far successivamente ritorno alla Basilica. Tradizionalmente molto devoto alla Santa, il popolo alcamese negli anni ha avuto modo di esprimere la propria fede anche tramite i preziosi ex voto, i quali, cuciti in drappi di velluto e posti sul simulacro, lo accompagnano durante lo svolgersi della processione. Quel fatidico giorno però al momento di riportare la Santa in Chiesa Madre, la si ritrovò spoglia dei doni elargiti con grande sacrificio dai fedeli, nonostante erano stati affidati alla Congregazione di Carità e da questa sarebbero dovuti essere custoditi in un locale nei pressi della Basilica per poi, successivamente, essere nuovamente ricollocati sul simulacro. Fu inevitabilmente disordine e tumulto.

I sospetti caddero presto sugli amministratori della Congregazione, e il popolo assaltò dunque il locale (Monte di Pietà) trovandovi all’interno una cassetta contenente i gioielli. Presto però, si diffuse la voce che quelli rinvenuti non fossero gli ex voto, bensì i beni impegnati dal popolo e affidati alla Congregazione che tra le sue mansioni svolgeva anche quella di una sorta di “istituto di credito” dell’epoca. Così dunque la folla dopo un’iniziale euforia si inferocì ulteriormente causando l’annullamento della processione. In risposta al tumulto popolare fu inviato un plotone di carabinieri del 12° Reg. di Fanteria ai quali fu riservato il lancio di pietre e altro materiale.

La città visse una sorta di stato di assedio, per tutta la notte le chiese suonarono assiduamente le campane, ai contadini fu vietato di recarsi in campagna e i picchetti dei carabinieri gremivano gli angoli della città. L’insurrezione si risolse pacificamente nel momento in cui fu dimostrato che quei gioielli ritrovati in Monte di Pietà erano effettivamente gli ex voto e non i preziosi impegnati dagli alcamesi. Alle indagini del Commissario Prefettizio Licata venne fuori che lo spiacevole evento, come purtroppo spesso è accaduto nella storia di Alcamo trovava causa in “rancori personali e beghe di partito” nei quali, con molta probabilità, era coinvolta la Congregazione di Carità.

L’evento, per la risonanza che ebbe, fu artisticamente riportato sulla copertina del celebre giornale la “Domenica del Corriere”, che è possibile ammirare qui in immagine. La copertina recava inoltre la seguente didascalia “I gravi disordini popolari ad Alcamo (Sicilia): La conquista dei gioielli della Madonna dei Miracoli”.

 

Fonte:

  • Chiarelli et D. Cocchiara, Alcamo nel XX secolo (volume I: 1900-1943); Arti Grafiche Campo, Alcamo, 2005.
  • Archivio di Stato di Trapani, Fondo Sottoprefettura di Alcamo

 

 

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