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Alcamo, come non l’abbiamo mai vista

Alcamo, come non l’abbiamo mai vista

Emanuele Cusumano | 19 gennaio 2019 | Cultura, News

 

grande, opulento con mercati e moschee, essendo tutti musulmani gli abitatori di esso 

Così fu definita Alcamo nel Diario dell’andaluso Ibn Gubayr stilato sul finire del sec. XII d.C. durante il ritorno dal pellegrinaggio alla Mecca. Eppure ogni anno Alcamo si dimostra una città in cui la fede cristiana è molto radicata nella popolazione ciò lo si può notare facilmente dalla grande partecipazione alle festività religiose, in primis la celebre “Festa della Madonna”. Ma le radici di tale fede in Alcamo sono cresciute in un terreno differente, un terreno consacrato all’Islam.

Oggi possiamo dire ciò grazie alle numerose fonti storiche riguardanti la penetrazione in Sicilia della popolazione araba avvenuta a partire dall’anno 827 d.C.

La Sicilia tutta alla vigilia della conquista Saracena era uno dei molteplici domini dell’allora immenso Impero bizantino e nel territorio dell’odierna Alcamo non vi erano più che dei casali. Successivamente la città fu fondata dagli Arabi presumibilmente nell’ 835 d.C., anno in cui Drepanon (Trapani) passò al neonato Emirato.

Alcamo tutta, nonché la Sicilia intera rimasero sotto la dominazione Araba per circa 250 anni.

Ancora oggi dopo più di 800 anni ne possiamo ammirare l’eredità, basti pensare alla “Fontana di San Vito” sita nell’omonimo quartiere, la “Cuba delle Rose” presso Calatubo nonché la popolare “Funtanazza” sul Monte Bonifato.

I lasciti del dominio Arabo non si esauriscono però al seppur magnifico ambito archeologico ma ci giungono oggi in una stupefacente miscellanea pregna delle numerose culture ed etnie che hanno prosperato nel nostro territorio. E sovente possiamo coglierli in alcuni termini dialettali, nei nomi dei luoghi antichi e in alcuni casi nei nostri stessi comportamenti.

 

Fonti:

  • Ibn Gubayr, Viaggio in Sicilia e in altri paesi del Mediterraneo; Sellerio, Palermo,1891, p. 82.
  • Roberto Calia, Alcamo dalle origini ai nostri giorni; Lussografica, Caltanissetta, 2016 (stampa finanziata dal Comune di Alcamo).

 

 

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