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Gilet gialli a Ragusa. I piccoli azionisti contro le banche

RAGUSA – Il 15 gennaio tanti risparmiatori hanno manifestato indossando i gilet gialli in segno di protesta perché la Banca Agricola Popolare di Ragusa dal 2016 ha bloccato la liquidità di alcune azioni da loro sottoscritte. Queste persone avevano investito i loro risparmi, anche i Tfr, su dei titoli interni della banca di Ragusa che al momento si rifiuta di riacquistarli.

Le azioni della banca sono crollate dalle 117 euro e 40 centesimi dello scorso agosto a quota 83 euro e 50 e non si sa quanto ancora potrebbero perdere di valore. La Banca, secondo quanto riferito dai risparmiatori, ha limitato il riacquisto di queste azioni, consentendolo per quantitativi sempre minori e bloccandolo a settembre 2017. Le centinaia di risparmiatori hanno manifestato per chiedere alla Banca d’Italia una deroga che consenta all’Istituto di credito ragusano di riacquistare le azioni.
Secondo fonti, la Banca d’Italia avrebbe convocato a Roma i vertici della Banca ragusana, il presidente Arturo Schininà e il nuovo direttore generale Saverio Continella. Il nuovo direttore sul Corriere della Sera ha esposto i motivi del mancato riacquisto delle azioni da parte della banca: «Il Consiglio continua a valutare tutte le strade per ricondurre ad una condizione fisiologica gli scambi sulle proprie azioni, consapevole del fatto che le regole e le forze di mercato in questo percorso saranno preponderanti e non potranno in alcun modo essere manipolate».

Al momento le proteste proseguono.

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