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Insegnanti fuori sede: un’Italia spaccata in due

Insegnanti fuori sede: un’Italia spaccata in due

Francesca Corsentino | 11 gennaio 2019 | News, Politica

 

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti dei Diritti Umani, in seguito alle proteste espresse da tanti insegnanti meridionali fuori sede e in concomitanza con la ripresa dell’anno scolastico 2018/2019, si è rivolto a tutti gli amministratori pubblici e alle maggiori autorità politiche competenti, affinché si possa innescare un piano di rientro per tutti i docenti in questione.

Il rapporto ISTAT, intitolato Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente, pubblicato nel dicembre 2018, mostra infatti un’Italia spaccata in due; da una parte il Centro Nord, meta di migranti e dall’altra il Mezzogiorno, sempre più povero e spopolato. “Negli ultimi venti anni, infatti, la perdita netta di popolazione nel Mezzogiorno, dovuta ai movimenti interni, è stata pari a 1 milione e 174 mila unità. Nel 2017 le Regioni più attrattive sono state: l’Emilia Romagna, il Trentino Alto Adige, la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia, mentre le meno attrattive sono state: la Calabria, la Basilicata e il Molise. Per i trasferimenti tra province diverse, invece, i saldi netti positivi più elevati si sono registrati a: Bologna, Monza e Brianza e Bolzano, mentre i saldi netti negativi si sono rilevati a: Caltanissetta, Crotone ed Enna”.

I dati in questione evidenziano una situazione davvero allarmante, che può essere messa in controtendenza, solo attraverso una serie di provvedimenti oculati e coraggiosi. “Sarebbe auspicabile la creazione di un grande Piano di sviluppo e incentivazione del settore scuola che possa rilanciare gli investimenti in termini di capitale umano ed economico per creare nel Sud nuovi posti di lavoro e permettere a ciascun insegnante di tornare alla propria Regione di appartenenza senza eccezioni”.

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