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SICILIA: 15 fermi per i reati di immigrazione clandestina e terrorismo

La Dda (direzione distrettuale antimafia) di Palermo ha disposto 15 provvedimenti di fermo per 14 persone nelle province di Palermo, Trapani e Caltanissetta e una in provincia di Brescia. Le accuse riguardano i reati di istigazione a commettere delitti in materia di terrorismo, associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e al contrabbando di tabacchi lavorati all’estero, ingresso illegale di migranti nel territorio nazionale ed esercizio abusivo di attività d’intermediazione finanziaria.

L’inchiesta è partita dalla collaborazione degli inquirenti con un tunisino detenuto nel carcere di Genova e coinvolto nell’attività della banda, il quale per evitare di “ritrovarsi con un esercito di kamikaze in Italia” ha raccontato di essere a conoscenza dell’esistenza di un’organizzazione criminale che gestiva un traffico di essere umani ed aiutava ad espatriare soggetti ricercati in Tunisia per reati legati al terrorismo. Il metodo usato dall’organizzazione criminale era ben delineato; esisteva un tariffario di viaggi ben preciso: una tariffa low cost per chi non aveva mai avuto problemi con la giustizia, prezzi più cari per chi invece tentava di fuggire dalla Tunisia. Venivano utilizzati gommoni veloci per evitare i controlli in mare e una volta attraccati, la banda provvedeva a far perdere le tracce dei migranti. Fra i fermati, oltre a tunisini e marocchini, ci sono 2 italiani. Sette indagati sono però latitanti.

 Si parla di rischio di terrorismo di matrice jihadista, in quanto uno degli indagati risulta essere vicino ad ambienti terroristici a sfondo jihadista con incitamento alla violenza e all’odio razziale. Quest’ultimo è ritenuto uno dei cassieri dell’organizzazione e i PM sospettano che abbia usato il denaro guadagnato con i viaggi nel Canale di Sicilia, anche per finanziare attività terroristiche.

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