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Alcamo, uffici comunali senza aria climatizzata. Estate da incubo per i dipendenti
da sinistra: "palazzo di vetro" e ufficio tecnico

Alcamo, uffici comunali senza aria climatizzata. Estate da incubo per i dipendenti

Piero Messana | 25 luglio 2018 | Cronaca, News, Politica

 

Al lavoro con temperature particolarmente elevate, tali anche da procurare problemi ai dipendenti. Fin dall’arrivo del primo caldo, alcuni uffici del comune di Alcamo, quelli più affollati dal personale in servizio, non hanno mai avuto alcun refrigerio: non funzionano gli impianti centralizzati ed ancora non sono stati riparati.

Il problema riguarda il “palazzo di vetro” di contrada Tre Santi al cui interno, proprio per le ampie vetrate che lo contraddistinguono, si cera un vero e proprio effetto serra, quasi soffocante. Impiegati e anche capi-servizio hanno deciso di dotarsi di ventilatori. Una soluzione che non sarebbe consentita ma dalla quale il personale comunale non intende recedere.

Qualche giorno fa, dopo le numerose lamentele dei dipendenti, la giunta Surdi ha deliberato l’autorizzazione di accesso al capitolato di bilancio. I dirigenti dei settori interessati (vigili urbani, tributi, anagrafe e stato civile) potranno adesso recuperare i fondi per procedere all’acquisto del gas refrigerante ed effettuare anche altre manutenzioni necessarie a far riparitre la climatizzazione degli uffici.

Stesso discorso anche all’ufficio tecnico di via Tenente Vito Manno. Qui il problema si era verificato ben prima dell’estate quando venne notata la rottura di un tubo e la relativa perdita dell’acqua necessaria a far funzionare l’impianto. Il problema è stato messo per iscritto dai responsabili degli uffici e ne è venuto fuori un tira e molla fra diversi settori. Morale della favola, il sistema non è stato riparato e anche qui i dipendenti comunali, mattina dopo mattina, grondano di sudore.

Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario provinciale della CGIL Funzione Pubblica, Enzo Milazzo, che stamattina ha tenuto un’assemblea sindacale per fare il punto sui ritardi dell’amministrazione nel pagamento di alcuni surplus maturati nel 2017. “Non ho mai difeso chi non lavora con la giusta abnegazione, anche se mio assistito. E’ giusto che l’amministrazione pretenda il massimo dell’impegno – ha detto Milazzo – ma è ancor più giusto che garantisca la vivibilità e il benessere nei luoghi di lavoro”.

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