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Aggressione di alani al bambino. Uno dei due cani ha ucciso l’altro. Intervento dell’ASP

Aggressione di alani al bambino. Uno dei due cani ha ucciso l’altro. Intervento dell’ASP

Piero Messana | 8 giugno 2018 | Cronaca, News

 

Giunto sul posto dell’aggressione al bambino di 8 anni, in contrada Sasi, in piena zona artigianale di Alcamo, il dottore Vincenzo Vilardi, responsabile dell’ufficio veterinario dell’ASP, si è trovato di fronte a un’inattesa sorpresa. Uno dei due alani che avevano assalito il piccolo Filippo, aveva ucciso l’altro al termine di una feroce lite.

Proprio l’aggressione di alcuni giorni fa al piccolo F.G., secondo il veterinario, avrebbe incrinato gli equilibri interni ai rapporto fra i due animali. Qualcosa si sarebbe rotto. La carcassa dell’animale è stata inoltrata all’istituto zooprofilattico di Palermo per stabilire eventuali sintomi di rabbia, malattia comunque da tempo debellata.

L’altro alano, uno splendido maschio nero di due anni, è rimasto nel giardino della villetta della zona artigianale alcamese ed è stato posto osservazione. Vilardi, per un periodo di 10 giorni come prevede la normativa in caso di morsicatura, andrà a vederlo e monitorarlo quasi quotidianamente mentre i proprietari non potranno somministrargli, nello stesso periodo, alcun farmaco. La prassi serve per valutare l’eventuale presenza della rabbia e quindi di un aggravamento dell’aggressività del cane.

Intanto la povera vittima, che dovrà rimanere a lungo all’Ospedale dei Bambini di Palermo, comincia a riprendersi e pian pianino riesce a mostrare piccoli progressi anche nella mobilità degli arti i cui muscoli erano stati lacerati dai denti dei due alani. Lo staff medico del nosocomio ha già programmato la cadenza dei vari interventi di chirurgia plastica.

Una vicenda, quella di venerdì scorso, che ha sconvolto la cittadinanza alcamese: non sono certamente uno scherzo gli oltre 200 punti di sutura ad un bambino di soli 8 anni. E’ tornato quindi a galla il dibattito sui grossi cani e sulla loro pericolosità. L’alano, però, rappresenta una razza non ritenuta pericolosa dal ministero. “Sono cani – ha detto il responsabile dell’ufficio veterinario ASP, Vincenzo Vilardi – buoni e molto  protettivi”.

Forse proprio questa indole protettiva avrebbe fatto commettere ai due cani il pesantissimo errore di valutazione  e scatenato la loro reazione. Un normale e vivace gesto di gioco sarebbe stato interpretato, infatti, come un tentativo del piccolo Filippo di aggredire l’amichetto, padroncino dei due alani.

 

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