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Aggressioni negli ospedali, approcci comunicativi per evitarle. Ne è convinta l’ASP di Trapani

Aggressioni negli ospedali, approcci comunicativi per evitarle. Ne è convinta l’ASP di Trapani

Piero Messana | 5 giugno 2018 | Cultura, News

 

Con particolari e e ben studiati modelli comportamentali gli  dei pronto soccorso di ospedali e presidi sanitari, potrebbero evitare aggressioni, minacce, violenze fisiche e verbali. Ne sono convinti i vertici dell’ASP di Trapani. “Basta spesso un appropriato modo di comunicare e di approcciarsi al paziente in quei momenti concitati, secondo specifici canoni di comportamento, – dice il direttore sanitario Salvatore Requirez – in base alla tipologia di soggetti che un operatore sanitario si trova davanti, per scongiurare il peggio”.

 Si tratta di una manovra apparentemente semplice ma che investe numerosi campi di applicazione, anche quando si riferisce alla semplice gestione dei codici bianchi e di parte dei verdi, numericamente sostanziosi e che causano spesso rallentamenti degli accessi  concomitanti.

È stato quindi necessario tracciare anche una vera e propria geografia di flusso, individuando stabilmente le risorse di ambito operativo: ambulatori di codici bianchi, PPI, guardie mediche, OBI, medicina d’urgenza. Tutti i presidi ospedalieri dell’Azienda Provinciale trapanese dovranno attenersi al nuovo regolamento.

Il documento Processo di miglioramento dei servizi di Pronto soccorso e Medicina e chirurgia d’Accettazione e urgenza” prevede, dopo la fase di start – up, un periodico momento di verifica e di valutazione, sulla scorta delle esperienze progressivamente maturate puntando, da un lato alla più pronta messa a regime del sistema e, dall’altra, al continuo miglioramento qualitativo dell’assistenza.

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