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Cartellone da demolire. Il Comune emette l’ordinanza, il comparto resta ancora bloccato
L'impianto della Damir da demolire

Cartellone da demolire. Il Comune emette l’ordinanza, il comparto resta ancora bloccato

Piero Messana | 12 maggio 2018 | Attualità, News, Politica

 

L’ultimo impianto pubblicitario privato esistente ad Alcamo, dovrà essere demolito entro tre mesi con costi a carico della stessa ditta che sarà anche obbligata al ripristino dei luoghi. La vicenda riguarda il contenzioso fra il comune di Alcamo, in particolar modo la polizia municipale, e la Damir srl di Palermo, cominciato nel giugno del 2015 quando venne emesso un verbale di accertamento di violazione.

La ditta palermitana fece ricorso ed ora, dopo carte bollate e ordinanze, dovrà demolire l’insegna che sorge in un luogo molto visibile e ben appetibile, all’ingresso della città di Alcamo, sul fianco della SP 55, poco più a valle del cimitero. L’ordinanza di demolizione parte da un accertamento di base: la Damir non ha fatto e non poteva fare istanza di rinnovo dell’autorizzazione.

Mentre gli altri operatori del settore non possono più, da anni, acquisire e vendere tabelloni pubblicitari a causa della mancanza del “piano comunale delle insegne”, la società palermitana ha continuato ad esporre le sue pubblicità. Potrà farlo ancora, per altri tre mesi, fin quando scadranno i termini per la demolizione.

La vicenda si inserisce in un quadro molto più complesso. Ad Alcamo, tranne quelli comunali, non esistono più spazi utilizzabili per messaggi pubblicitari. Vennero tutti rimossi nel 2014 dopo il ricorso di un’agenzia alcamese. In quasi quattro anni gli operatori del settore non hanno più potuto lavorare sul territorio alcamese e il loro fatturato è colato a picco.

Adesso, in attesa che venga affidato l’incarico per allestire un nuovo piano delle insegne che, probabilmente, entrerà in vigore non prima del febbraio 2019, l’amministrazione Surdi e il dirigente dell’ufficio tecnico Venerando Russo hanno pensato di avviare una sorta di provvedimento tampone. Da circa due mesi, però, le aziende, una decina, che hanno inoltrato già domanda di concessione per nuovi impianti pubblicitari, attendono di essere convocate.

L’incontro rimane ancora soltanto un’idea, perché prima l’ufficio del traffico dovrà dare il suo parere sulla conformità delle insegne al codice della strada. Una ricognizione che è stata affidata al geometra Liborio Filippi e che dovrebbe essere completata nel giro di una decina di giorni.

Si aprirà quindi un tavolo di concertazione per trovare un’intesa che assegni due o tre impianti per ogni agenzia pubblicitaria. Un modo, almeno, per far ripartire il settore. Secondo alcuni, però, la strada non sarebbe percorribile in quanto potrebbero fioccare ricorsi e denunce da parte di quelle imprese pubblicitarie che, non avendo inoltrato alcuna domanda perché consapevoli della mancanza del piano delle insegne, non saranno invitate a sedersi al tavolo.

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