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Altri crolli a Calatubo: i volontari urlano, il Comune tace

Altri crolli a Calatubo: i volontari urlano, il Comune tace

Piero Messana | 7 aprile 2018 | Cultura, News, Politica

 

Poche decine di euro avrebbero evitato i nuovi crolli verificatisi, pochi giorni fa, all’interno del Castello di Calatubo. E’ infatti crollato il tetto del corridoio interno al piano nobile. Sarebbero bastati alcuni puntali, del costo di circa 5 euro ciascuno, ad evitare che le pietre piombassero a terra.

Oramai il castello è divenuto un vero e proprio rudere. Sempre più difficile appare il suo recupero o almeno il consolidamento e la messa in sicurezza di ciò che rimane. L’associazione “Salviamo il castello di Calatubo”, però, non demorde e, al contempo, non si capacita perché il comune di Alcamo non si sia attivato dopo la segnalazione-denuncia inviata dal presidente Catalano circa un mese fa.

I volontari segnalano sono anche convinti che l’amministrazione Surdi sia inadempiente per il mancato rispetto dell’articolo 30 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, un decreto legislativo emanato nel 2004. La norma dice testualmente che “Lo Stato, le Regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonché ogni altro ente ed istituto pubblico hanno l’obbligo di garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza”.

Dopo gli ultimi crolli, il presidente di “Salviamo il castello di Calatubo”, Stefano Catalano, è su tutte le furie e non riesce a capacitarsi perché mai dal comune di Alcamo non arrivino interventi immediati e pratici. “Non abbiamo risposte – dice Stefano Catalano – né sulle somme incassate dal comune con il 5 x mille negli ultimi due anni e, come da accordi raggiunti e pubblicizzati, da destinare al castello di Calatubo, né sul residuo di 8.000 euro generatosi con il ribasso d’asta sulle opere finanziate con i 30.000 euro assegnati dal Fai”.

Insomma l’antico maniero non viene messo in sicurezza né con piccoli interventi né tantomeno con opere grandiose. Nel piano triennale delle opere pubbliche è stato inserito un mega-progetto da 5 minuti di euro ma il Comune sta cercando di agganciare qualche bando regionale  per ottenere le somme.

Sembra anche che in questi giorni sia stata stilata la graduatoria dei progetti ammessi a finanziamento nell’ambito del programma Bellezza@governo.it. 150 milioni di euro in distribuzione su tutto il territorio nazionale, Fra gli interventi ammessi, però, non comparirebbero né il castello di Calatubo e nemmeno il comune di Alcamo.

E dire che l’antico maniero che sorge fra Alcamo e Balestrate e che si erge su di una rocca panoramica, nel penultimo censimento indetto dal Fai (Fondo Ambiente Italiano), è stato uno dei posti più votati d’Italia ed ha rappresentato la volontà di tutti i popoli del Mediterraneo che si sono attivati in una campagna di solidarietà volta alla sua salvezza.

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