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Il vecchio e “dimenticato” regolamento salva le società sportive. Ora scricchiolano i conti del Comune

Serrate delle società sportive che non hanno più pagato e quindi utilizzato gli impianti sportivi, marea di polemiche sui social, battaglia in consiglio comunale, duro faccia a faccia fra amministratori e Consulta dello Sport. Tutto per nulla o forse proprio per far riesumare un comma del regolamento del 2004, ancora in vigore, che potrebbe salvare l’immediato futuro del mondo sportivo.

Dopo la baraonda causata dagli esorbitanti aumenti delle tariffe per l’uso degli impianti sportivi, è spuntato quindi dal nulla il vecchio regolamento comunale che, adesso, alleggerirà il salasso economico per le associazioni sportive ma andrà anche a inficiare i conteggi fatti dall’amministrazione Surdi per far quadrare conti e bilanci.

Sembra impossibile, se non grottesco, che nessuno conoscesse o ricordasse tali norme regolamentari. Non soltanto i dirigenti delle varie società ma anche sindaco, assessori, componenti della commissione consiliare competente, funzionari del comune di Alcamo.

Il comma 2 dell’articolo 5 del Regolamento per la gestione e l’uso degli impianti sportivi comunali, varato nel 2004 dall’assessore dell’epoca Gianluca Abbinanti e ancora in vigore, recita infatti testualmente: “Alle associazioni sportive  dilettantistiche e a quelle aderenti agli enti di promozione sportiva riconosciute dal CONI, iscritte ai campionati regionali, provinciali, o di categorie giovanili, le tariffe d’uso degli impianti sportivi per gli allenamenti, le gare dei campionati e per le manifestazioni sportive sono ridotte del 50%”.

Strano davvero che le stesse agevolazioni erano anche contenute nel nuovo regolamento che l’ex assessore Saverino, esponente di questa stessa  amministrazione comunale, aveva portato in consiglio un anno e mezzo fa e che venne però rispedito al mittente perché al centro di un altra “disattenzione”: mancava del parere obbligatorio della Consulta dello Sport.

Alla luce di tale disposizione un’ora di allenamento nelle palestre coperte costerà 4 euro e 50 centesimi entro le ore 20, dopo tale orario 6,50. Le gare di campionato pomeridiane scenderanno a 37,50 euro e quelle serali a 52,50. Anche le tariffe comunali per le partite di calcio allo stadio Catella verranno dimezzate: non più 160 euro bensì 80.

Insomma lo sconosciuto ma salvifico regolamento, resuscitato in extremis, consentirà probabilmente alle società sportive di riprendere le loro attività. Restano però poco condivisibili alcuni passaggi della vicenda finita al centro di una dibattito, talvolta aspro e burrascoso.

Il primo riguarda l’entrata in vigore delle nuove tariffe fin da subito, quando mancano ancora tre mesi al termine delle attività. Il tutto facendo saltare i bilanci preventivi dell’intero mondo dello sport alcamese. La seconda concerne la divisione in fasce orarie con costi maggiori per chi usa gli impianti dopo le 20. A prescindere dal fatto che nelle palestre le luci si accendono ben prima di quell’orario, la nuova disposizione va a danneggiare ulteriormente quelle società sportive che avevano ottenuto quegli orari, in via definitiva e per l’intera stagione, già lo scorso mese di settembre. Si sono quindi venute a trovare in una situazione non più modificabile.

Domani, probabilmente, in un nuovo incontro fra dirigenti sportivi, sindaco Surdi e assessore Ferro, verrà comunicato l’inatteso ritrovamento della norma che, alla luce di quanto accaduto, potremmo definire “salva-società sportive”. Ma chi salverà i conti e i bilanci del comune che, alla luce della novità si ritroveranno la metà di quanto preventivato?

 

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