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Rincaro tariffe: sospendono le attività la pallamano e uno dei centri minibasket più rinomati della Sicilia

L’originaria proposta di aumento delle tariffe di utilizzazione degli impianti sportivi è stata abbattuta, dal consiglio comunale su emendamento di Gino Pitò (ABC), del 30% ma l’impennata rimane vertiginosa e insostenibile dalle asfittiche casse delle associazioni sportive alcamesi.

L’ultima e inattesa novità, l’entrata in vigore delle nuove tariffe fin dal mese in corso, ha spiazzato del tutto il mondo alcamese dello sport che ha convocato d’urgenza una seduta della Consulta dello Sport per domani pomeriggio alle ore 16.

Due società, intanto, hanno già preso drastiche decisioni. La TH Alcamo, sodalizio da sempre votato alla pallamano e la cui prima squadra deve ancora disputare due gare del campionato di A/2 maschile, ha deciso di sospendere tutte le attività, anche gli allenamenti del settore giovanile, fin da subito.

Anche l’Avatar, centro minibasket frequentato da un decennio da circa 200 bambini a stagione, ha comunicato ai genitori la medesima decisione. Centinaia di piccoli cestisti chiudono quindi la stagione con due mesi di anticipo e gli istruttori federali perdono il loro impiego. La decisione è stata messa per iscritto sulla pagina facebook del presidente Salvatore Perricone che è anche vice-presidente in carica della Consulta. “L’Avatar non più sostenere tali aumenti (tariffe pressocché triplicate!) – scrive Perricone- e quindi sospenderà l’attività”.

Restano spiazzate anche le famiglie che avevano programmato il tempo libero dei loro figli impegnandoli con sane discipline sportive quali la pallamano e il minibasket. I fratelli Randes e i dirigenti Avatar, Perricone e Benenati, appaiono inamovibili: “Così – dicono all’unisono – non possiamo più andare avanti”.

Ma vediamo nel merito questi aumenti già validi dall’uno aprile scorso. Un’ora di allenamento passa da 3 euro a 8 euro per “Catella”, “TreSanti”, “PalaVerga” e “PalaDangelo” (qualora entrasse in funzione a pieno regime), schizza a 10 euro per il “Sant’Ippolito” e si impenna a 6 euro per la “Palazzello”. Se gli allenamenti invece si effettuano dopo le ore 20, da 8 euro all’ora si sale ancora a 13 euro.

Da brividi l’escalation per le partite federali di campionato. Previste due fasce orarie, quella fino alle 20 e quella serale/notturna. Nelle palestre, al pomeriggio, si pagherà 27 euro a partita. Allo stadio “Catella” si sale invece a 64 euro e al “Sant’Ippolito” a 40.

Ovviamente tali tariffe valgono per le gare che sono ad ingresso gratuito. Infatti, in caso di biglietto d’ingresso, per le palestre si sale a 75 euro a partita, 100 al “Sant’Ippolito” e 160 al “Catella”. Solo per fare un esempio l’Alcamo, che partecipa al campionato di Eccellenza, dovrà pagare al comune, per il prossimo campionato e solo per le 15 gare interne, 2.400 euro. A questa cifra, anzi a tutte quelle in vigore, bisognerà aggiungere il 22% di Iva. La società bianconera sale quindi, IVA compresa, a quasi 3.000 euro solo per disputare le gare interne della prima squadra.

Da capogiro le tariffe qualora le partite di campionato dovessero essere fissate dalle varie federazioni dopo le ore 20. Il “Catella” arriva a costare ben 320 euro, il “Sant’Ippolitoo” a 140. le palestre a 105 euro a partita. Vero è che le vecchie tariffe forse erano davvero basse ma è altrettanto vero che le società sportive alcamesi non ricevono, da circa 4 anni, alcun contributo comunale.

Un aumento, quindi, era forse inevitabile ma in questi termini diventa il “colpo di grazia” per le società sportive che con enormi sacrifici vanno avanti e che danno anche la possibilità a tantissimi giovani di fare attività, educare alla vita di gruppo e al rispetto delle regole, migliorare fisico e mente.

Si attende adesso il responso della “Consulta dello Sport”. Dalla riunione di domani potrebbe venire fuori una clamorosa protesta che porterebbe tutto il mondo sportivo alcamese, dal calcio alla ginnastica, dal basket alla pallamano, dal tennis al volley, a chiudere anticipatamente la stagione. Qualcuno sta già pensando di emigrare nei comuni vicini.

 

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