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Settimane della moda: Milano cresce, Parigi tiene e Londra crolla

Settimane della moda: Milano cresce, Parigi tiene e Londra crolla

Redazione | 10 marzo 2018 | Attualità, News

 

La competizione internazionale nel campo della moda ha visto nelle ultime settimane una nuova sfida tra le principali capitali europee. Londra, Milano e Parigi, tre città che nel corso degli ultimi anni si sono battute sul numero di sfilate e di marchi che riuscivano ad attrarre durante le rispettive settimane della moda. Una competizione che ha visto Milano soccombere alle avversarie negli anni passati, ma secondo le analisi del Boston Consulting Group il trend sta per essere invertito.

Il mondo anglosassone perde decisamente colpi, nonostante che, durante le ultime sfilate, sia scesa in campo addirittura la Regina a sostenere il mondo della moda. Elisabetta II, 92 anni il prossimo mese di aprile, era seduta in prima fila per assistere alla sfilata di Richard Quinn, accanto alla direttrice di Vogue America Anna Wintour. Una mossa che ha fatto scalpore e che dimostra quanto sia importante tale settore per il paese, ma che al contempo mostra la difficoltà del Regno Unito a mantenere i livelli delle concorrenti.

Quello a cui stiamo assistendo è la creazione di un nuovo ordine mondiale nel campo della moda, in cui ogni capitale mette in campo le proprie migliori carte. Un nuovo scenario che offre due blocchi principali, da una parte quello anglosassone fatto di stile e ricerca e basato sempre sugli elementi cardine classici della moda, dall’altra parte quello europeo con città come Milano che continua la sua risalita, con lo stesso capoluogo lombardo che per alcuni aspetti, come lo stile e l’eleganza delle giacche, pantaloni e camicie da uomo, è tornata addirittura in testa su tutte le concorrenti. Stilisti quali Dolce e Gabbana, Armani, Gucci e icone del menswear classico ed elegante come Boggi Milano, che dal 1939 progetta e disegna moda maschile contemporanea curandone ogni aspetto relativo alla produzione e distribuzione, sono sempre più apprezzate e scelte a livello internazionale, mostrando che, soprattutto nel campo maschile, la moda italiana è ancora capace di fare tendenza.

A confermare la crescita ci sono i dati esposti da Carlo Capasa, Presidente della Camera della Moda, che ricorda come l’esportazione nel campo della moda e degli accessori nel 2017 abbia fatto registrare un aumento del 4,3%, e comprendendo anche settori collegati quali gioielli, profumi, occhiali e cosmetica, la crescita arriva a toccare il 6%. Un mercato in crescita anche grazie all’appeal della moda milanese per paesi quali Cina e Hong Kong, che fanno registrare la cifra di 4 miliardi in export, numeri destinati a salire a 5 miliardi nel 2018.

Anche le analisi realizzate dalla Boston Consulting Group rafforzano l’idea di una forte ripresa della moda italiana. Basta pensare che alla domanda su quale sia il paese migliore per la produzione di prodotti di lusso, un terzo delle persone più ricche al mondo rispondono: Italia. Solo tre anni fa coloro che avevano dato tale risposta erano il 12% in meno degli intervistati. Due fattori da tenere bene in considerazione per gli sviluppi futuri, secondo la Boston Consulting Group, sono la Cina, paese che determinerà grosse cifre di ordinativi, e la categoria dei millenials. Questi ultimi sono il popolo dei giovani digitali, con cui la moda deve parlare e che deve saper conquistare. Questo perchè a oggi rappresentano il 29% degli acquisti di lusso, ma tra soli 7 anni arriveranno alla quota del 50% del mercato mondiale.

 

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