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Truffa farmaci e prestazioni non autorizzate da quasi un milione. Indagati docente e ricercatore
L'ingresso del Policlinico ''Giaccone'' di Palermo, 20 aprile 2012. ANSA/FRANCO LANNINO

Truffa farmaci e prestazioni non autorizzate da quasi un milione. Indagati docente e ricercatore

Piero Messana | 8 marzo 2018 | Cronaca, News

 

Aveva un contratto di ricercatore, presso la facoltà di medicina e chirurgia di Palermo, a tempo pieno dal marzo 2013 e fino a novembre 2016, ma in realtà, effettuava attività libero professionale esterna non autorizzata e anche consulenza per un’importante multinazionale farmaceutica con cui aveva stipulato contratti retribuiti per consulenze endocrinologiche on-line.

I carabinieri del NAS di Palermo, su delega della Procura e dopo articolate indagini svolte anche nei riguardi di un docente universitario del Policlinico, hanno quindi proceduto effettuato un sequestro preventivo, anche per equivalente, nei confronti del ricercatore, per circa 105.000 euro.

Il Gip ha ritenuto di condividere la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica, che ha ravvisato a carico di entrambi gli indagati la sussistenza di un grave quadro indiziario per i reati di falso ideologico e abuso d’ufficio e, nei confronti del medico ricercatore, anche di truffa aggravata ai danni dell’Università di Palermo.

La somma sequestrata corrisponde all’equivalente del vantaggio economico conseguito dal ricercatore nell’operare da libero professionista e da consulente, con tanto di contratti onerosi, quando invece non poteva per la sua posizione di lavoratore a tempo pieno e perché privo di alcuna autorizzazione rilasciata dal Policlinico “Giaccone”.

L’indagine è scaturita da un accertamento effettuato il 23 febbraio 2016 presso il Dipartimento del Farmaco dell’ASP di Palermo, su segnalazione del dirigente, nel corso del quale è emersa l’esistenza di 204 pratiche irregolari inerenti piani terapeutici a base di “ormone della crescita”.

Le prescrizioni illecite, tutte fra il 2014 e il 2016, erano sottoscritte proprio dal ricercatore universitario, a 133 pazienti, per una spesa complessiva di quasi 850.000 euro, utilizzando il formulario identificativo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo. E’ stato poi verificato che i pazienti venivano sottoposti a visita, anche presso un centro medico privato, dal ricercatore, medico non autorizzato alla specifica prescrizione, che redigeva i piani terapeutici in collaborazione con il docente universitario di suo riferimento, medico invece autorizzato dall’assessorato regionale della salute per tali prescrizioni.

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