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L’intervista: Antonio Lombardo, candidato alla Camera dei Deputati: “Il primo problema da riuscire a superare è quello del lavoro”

L’intervista: Antonio Lombardo, candidato alla Camera dei Deputati: “Il primo problema da riuscire a superare è quello del lavoro”

Redazione | 23 febbraio 2018 | News, Politica

 

Oggi conosciamo meglio Antonio Lombardo, candidato alla Camera dei Deputati per il collegio plurinominale Marsala – Monreale – Bagheria. Il giovane avvocato alcamese ed ex collaboratore della deputata regionale Valentina Palmeri, alla sua prima esperienza politica, si aggiungerebbe agli altri deputati e amministratori penta stellati alcamesi.

Lei è un giovane avvocato ed attivista grillino, cosa l’ha portata a proporre la sua candidatura? E cosa è cambiato per lei dal giorno della candidatura?

La mia candidatura nasce da un percorso iniziato nel 2012, quando insieme ad altri ragazzi costituimmo il M5S ad Alcamo. Più che propormi, sono stati alcuni attivisti ad invitarmi a provarci, ci siamo confrontati con il gruppo ed alla fine è andato tutto per il meglio. Dal giorno in cui sono usciti i risultati delle parlamentarie è cambiato parecchio nella mia quotidianità, poiché gli impegni politici hanno preso il sopravvento. In ogni caso, ho preso questo impegno e sapevo cosa avrebbe comportato, lo porterò avanti con determinazione.

La sua campagna elettorale è iniziata, e per certi versi, vista la legge elettorale attuale, praticamente finita. Si dice che abbia più di un piede in Parlamento. Cosa vuole dire in proposito e in che modo sta organizzando e vivendo la sua campagna elettorale?

In effetti l’attuale sistema elettorale favorisce nella parte plurinominale i candidati inseriti nelle prime posizioni. Una legge elettorale fatta in modo da non consentire la formazione di una maggioranza certa all’indomani delle elezioni, approvata da una classe politica irresponsabile che non vuole dare all’Italia la possibilità di avere governi stabili.

Il fatto che io sia capolista del mio collegio mi responsabilizza ulteriormente, mi sto impegnando al massimo  per andare in più comuni possibili e cerco, agenda permettendo, di accettare tutti gli inviti che mi arrivano.

Il territorio che sarà chiamato a rappresentare presenta diversi punti critici. Quali sono a suo avviso e che tipo di contributo vorrebbe dare da parlamentare alla sua comunità?

Il primo problema da riuscire a superare è quello del lavoro. Troppi giovani vanno via da questa terra perché costretti a farlo, vivo sulla mia pelle queste situazioni perché ho molti familiari, tra cui un fratello e una sorella, e molti amici che sono dovuti andare via dalla Sicilia. La mancanza di lavoro nel nostro territorio è diventata cronica e sta provocando parecchi disequilibri sociali. Si tratta del primo problema in assoluto da risolvere.

Personalmente, mi farò promotore di tutti le problematiche del nostro territorio e le porterò nelle opportune sedi istituzionali, per affrontarle e risolverle. Mi piacerebbe fare parte della commissione agricoltura, atteso che l’economia agricola rappresenta in Sicilia il 48% del Pil. Si tratta di una materia interdisciplinare legata anche ad altri settori strategici del nostro territorio, come il turismo.

Da quello che è fuoriuscito dalle urne nelle ultime elezioni regionali, si preannuncia un nuovo testa a testa tra Centrodestra e Movimento 5 Stelle. Secondo lei sarà così? Cosa vuole dirci politicamente sui suoi avversari?

Gli italiani devono decidere il prossimo 4 marzo il proprio destino: o restare ancorati ad un vecchio sistema politico che si è dimostrato totalmente fallimentare (Berlusconi, Renzi, Salvini, Meloni, ecc.) o dare uno sguardo al futuro e decidere di dare fiducia all’unica forza politica giovane, onestà, credibile e competente come il MoVimento 5 Stelle. Qui si tratta di decidere tra due soluzioni: continuare a votare coloro che hanno salvaguardato per anni solo i loro interessi e che sono ormai privi di alcuna credibilità, che oggi dicono di voler abolire leggi che hanno loro stesso approvato (vedi la Fornero votata all’epoca da Berlusconi, Meloni, il regolamento di Dublino, il canone Rai introdotto addirittura in bolletta da Renzi che oggi dice di voler abolire) o dare mandato per risolvere i problemi dei cittadini a coloro che in quanto cittadini quei problemi li vivono sulla propria pelle. Il 4 marzo sarà un voto che dovrà responsabilizzare gli italiani: decidere il loro destino, quello dei giovani, dei pensionati, dei loro figli. Non possiamo rischiare di compromettere il cambiamento del Paese consegnandolo di nuovo in pasto a coloro che l’hanno spolpato.

La sua città ha vissuto un cambiamento politico non indifferente, da feudo del Partito Democratico e del senatore Papania a città simbolo, vista la percentuale delle ultime amministrative, del M5S. Come ha vissuto da attivista la nuova amministrazione e come pensa di poter aiutare la sua città da deputato?

La nuova amministrazione è giovane, dinamica e competente. Ha tutte le carte in regola per poter fare diventare Alcamo una città moderna e con i servizi che merita. Ci sono tutta una serie di progetti approvati ed altri in fase di realizzazione che daranno enormi benefici ai cittadini alcamesi. Il mio apporto da deputato sarà costruttivo e propositivo, voglio aiutare l’amministrazione nell’opera di rinnovamento della nostra città,  e un deputato nazionale può fare tanto in ordine al reperimento di risorse economiche e alla indispensabile interlocuzione con i vari livelli di governo sovra-comunali.

 

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