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Raggiungere Trapani in treno è impresa oggi impossibile

Nel lontano 2005, quando la città era in una fase di sviluppo era possibile raggiungere la stazione centrale di  Palermo in poco più di un’ora.

E’ bastata una frana nel 2009 a fornire la scusa per privare definitamente la città di un’infrastruttura fondamentale  che, se ben utilizzata, avrebbe potuto dare un contributo rilevante alla mobilità siciliana. Come e perché siano mutati gli interessi, politici ed economici, che possano aver indotto governi nazionali e regionali a tollerare questo stato di fatto, è domanda che ci si pone ancora, senza ricevere risposte.

Dal “leggero smottamento”, così come definito dai tecnici di allora, sono passati 9 anni di promesse vane,  rinvii a tempo indefinito, progettazioni mai portate a termine.
Ma  veniamo ad oggi: al fine di ripristinare la circolazione sono stati aperti cantieri sui fabbricati, avviate le operazioni di risanamento e iniziati gli interventi propedeutici all’innalzamento dei marciapiedi delle stazioni di Segesta e Calatafimi e che anche alla stazione ferroviaria di Trapani sono stati avviati  i lavori.

Visto che la circolazione è stata sospesa a tempo indeterminato tra le stazioni di Alcamo Diramazione e Trapani ci siamo chiesti come possano essere stati spacciati interventi, definiti propedeutici dalla stessa RFI, per un vero avvio dei lavori di ripristino. Il Viceministro ha confermato che il finanziamento di 144 milioni di euro per il ripristino della tratta TP-Palermo Via Milo è incluso nel contratto di programma 2017-2021 ma sottolinea non solo che la progettazione sia ancora in corso alla data del 13 dicembre 2017 (data della risposta), ma anche che i lavori dovrebbero essere affidati alla fine del 2018 per essere completati addirittura nel 2023.
Il pentastellato in Senato Vincenzo Maurizio Santangelo ha definito: “patetico il tentativo operato da alcuni politicanti di far passare per soluzioni a portata di mano quelli che sono, invece, interventi che vedranno la luce nel medio termine, se tutto va bene tra 5 anni ma, se ci saranno ritardi, anche oltre – dando così l’illusione di un importante risultato agli elettori durante le campagne elettorali. Queste dichiarazioni suonano come spot propagandistici che, dando per imminente la realizzazione, buttano ancora una volta fumo negli occhi dei cittadini”.
Ritardi e mistificazioni di questo genere sono un vero danno per la collettività e non contribuiscono a fare chiarezza sulle ragioni che stanno comportando, prima con i disservizi della ferrovia e adesso anche con l’aeroporto, una vera e propria emarginazione progressiva di Trapani.

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