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Chiuso il “Palatenda” di via Verga. I vigili del fuoco chiedono la verifica. “Catella” verso l’erba naturale

Le forti raffiche di scirocco di questi giorni hanno forse dato il colpo finale alla tensostruttura di via Verga. I vigili del fuoco, chiamati da un dirigente di una società sportiva che utilizza l’impianto, hanno infatti posto i sigilli alla struttura.

Il palatenda, prima palestra coperta di Alcamo risalente a oltre 35 anni fa, rimarrà adesso quindi fin quando i tecnici del comune di Alcamo non ne valuteranno le condizioni e ne garantiranno stabilità e sicurezza per l’utenza e per il personale.

I problemi per il telone che ricopre il campo da gioco risalgono, probabilmente, a quando venne sostituito e cioè al 1999. Una copertura diversa da quella originaria, qualitativamente meno elevata, con le aperture realizzate in maniera tale da indebolirla. Il tendone, inoltre, non può essere sollevato per combattere umidità e condensa.

La palestra di via Verga, fra un’idea e un’altra, un progetto e un altro, è via via andata verso l’abbandono più assoluto. Oltre agli squarci del tendone, diverse cose scricchiolano al suo interno tant’è che i vigili del fuoco hanno chiesto, ai tecnici comunali, anche la verifica delle orditure di ancoraggio alla base e delle funi che legano il tendone ai grandi archi di acciaio.

Nel 2010 l’assessorato comunale allo sport reperì 100.000 euro per sostituire il tendone con una struttura rigida e gemella del “PalaGrimaudo” che sorge lì a fianco. Le somme esistono ancora ma dell’idea non se ne è fatto mai nulla.

Adesso la giunta Surdi e l’assessore Ferro hanno invece ripreso un’altra vecchia idea, quella di sistemare la tensostruttura con l’acquisto e il montaggio di un altro tendone. La somma rientra in un nuovo fondo in cui, oltre ai 100.000 euro, è confluito anche il ribasso d’asta per i lavori allo stadio “Sant’Ippolito”.

Con altri somme recuperate il fondo arriverebbe a circa 400.000 euro e dovrebbe servire per sistemare anche il “Lelio Catella”, stadio che versa nell’assoluto abbandono. Ma attenzione, l’assessore Ferro avrebbe abbandonato la posa del manto sintetico per scegliere il rifacimento del fondocampo in erba naturale che poi, ovviamente, necessiterà di una manutenzione costante e certosina.

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