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Le forze politiche di opposizione condannano duramente le parole della consigliera Cuscinà

Le forze politiche di opposizione condannano duramente le parole della consigliera Cuscinà

Redazione | 23 ottobre 2017 | News, Politica

 

“Che la moderazione non fosse il loro cavallo di battaglia lo avevamo già capito da tempo, ma ieri si è passato il segno. Riportiamo di seguito le parole della consigliera Alessandra Cuscinà. Dice la sopracitata: “Un po di ottimismo: avranno il fegato talmente maciullato che moriranno presto. E spero di non vedere genitori affranti in quell’occasione altrimenti gli dirò cosa penso della loro ipocrisia”.

All’indomani del commento della consigliera Cuscinà sui social, a proposito dello stato di degrado in cui versano il Collegio dei Gesuiti e dintorni durante i weekend, durissime sono le parole dei Giovani Democratici e non solo. Le forze di opposizione, infatti, condannano le parole definite violente della consigliera, chiedendo all’amministrazione Surdi di prendere le distanze da esse e chiedono le dimmissioni della Cuscinà.

“Se è vero che una persona somiglia alle parole che pronuncia, noi Giovani Democratici non possiamo tollerare questi toni e un uso sprezzante di certi termini, soprattutto quando a proferire tali parole è un rappresentante delle istituzioni. Siamo convinti che il problema legato all’alcool vada affrontato in maniera differente attraverso dialogo e sensibilizzazione ed in questo la politica, soprattutto chi amministra, dovrebbe svolgere un ruolo fondamentale. Prima che la consigliera Cuscinà possa addurre scuse su scuse su eventuali strumentalizzazioni delle sue parole le diciamo chiaramente che nell’epoca dei social, che non servono solo per le campagne elettorali, la parola è per metà di colui che parla, per metà di colui che ascolta”. Si legge ancora nel comunicato stampa: “Ci auguriamo che la consigliera non si trovi mai nelle condizioni di quei genitori ipocriti e affranti di cui lei parla e la invitiamo calorosamente a rivedere il suo ruolo all’interno del consiglio comunale, ammesso che abbia capito quale sia”.

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