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Don Sergio Albano festeggia il suo 25° anno di sacerdozio

Don Sergio Albano festeggia il suo 25° anno di sacerdozio

Redazione | 22 ottobre 2017 | Cultura, News

 

Il 25° di sacerdozio per un prete è il momento di un bilancio provvisorio. Non è il rendiconto finale. È la sosta in cui si riprende fiato per ripartire con più slancio di prima. Ci si volta indietro per un momento e si valuta il tratto di strada percorso, da quando si è sentita, forte ed esigente, la chiamata del Signore.
Così è il 25° di sacerdozio di Don Sergio Albano (ordinato sacerdote il 9 Maggio del 1992, con l’imposizione delle mani del vescovo mons. Cassisa), una vita dedicata al Signore come egli stesso ha più volte sottolineato nel suo messaggio conclusivo alla sua Comunità parrocchiale e agli amici presenti nella parrocchia di San Antonio di Borgetto in occasione del festeggiamento di questo importante traguardo. Anniversario che lo ha visto protagonista di un importante momento per la comunità, ovvero l’inaugurazione, alla presenza del pastore della Diocesi di Monreale S.E.R. l’Arcivescovo mons. Michele Pennisi, della nuova casa canonica, della nuova sagrestia e dei nuovi saloni parrocchiali
Per don Sergio Albano quella del 25° è appena una sosta, per accorgersi di quanto il Signore abbia dato e abbia sostenuto nel cammino, per capire che per un prete il bilancio sarà sempre in rosso, perché la Misericordia di Dio sopravanza la debolezza della sua risposta; perché è sempre infinitamente di più l’amore donato dal Signore, di quanto il prete abbia potuto restituire in fede, adorazione, disponibilità e servizio al gregge affidatogli. E così il 25° di sacerdozio diventa occasione per rinnovare la volontà di seguire il Signore e di servirlo ancor più generosamente nel ministero sacerdotale, a vantaggio di tutti gli uomini, a favore di quelle persone che il Signore ancora mettere sul suo cammino.
Non a caso don Sergio Albano, alla presenza della delegazione del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, ha voluto rinnovare la promessa, davanti a tutta la sua comunità e ai tanti ai quali ha donato il suo tempo, le sue parole, il suo conforto.
Si, perché nel bilancio di un prete c’entrano subito anche gli altri, quelle pecorelle del gregge che vicine o lontane, tutte debbono essere caricate sulle spalle. Il prete infatti è debitore dell’annuncio del vangelo nei confronti di tutti, in particolare delle persone più fragili e deboli, alle quali si è chiamati a dare la vita come il Buon Pastore che è Gesù. Per un prete è il modo tipico di amare il Signore: pascere le sue pecorelle, dedicarsi all’umanità sofferente e piagata da ogni male, in special modo dal peccato. Glielo fece capire bene Gesù all’apostolo Pietro, quando, sulle rive del lago di Galilea, dopo la risurrezione, ripetutamente gli chiese se lo amasse. E alla triplice risposta, il Risorto aggiunse ogni volta: Se mi ami, Simon Pietro, ecco, allora, pasci il mio gregge.
In questa felice occasione che vede festeggiato il parroco della Parrocchia di Sant’Antonio di Padova di Borgetto, don Sergio Albano, alcamese di nascita, per il suo venticinquesimo di sacerdozio, tutti si sono voluti unire, anche i tre commissari prefettizi che reggono il Comune di Partinico (per i quali don Sergio ha avuto parole di ncoraggiamento), alla gioia della sua comunità attuale, di quelle che lo hanno conosciuto in precedenza, di tutti i suoi amici e  onoscenti. Tante le coppie presenti, il cui matrimonio è stato celebrato proprio da don Sergio Albano. Una tra tutte Adriana Asta e Marco Calamia con il loro piccolo Riccardo. Don Sergio è un prete che, come direbbe Papa Francesco, conosce “l’odore delle pecore”. Schietto e sincero, col suo carattere forte e deciso, si offre con generosità al servizio del popolo di Dio, portando nel sangue la passione per il Vangelo, non come uno che è senza difetti e peccati, ma come uno che, afferrato dalla grazia di Dio, non può fare a meno di zelare con ardimento la causa di Cristo. Auguri vivissimi, don Sergio! E che il Signore ti ricolmi di ogni benedizione per essere ogni giorno di più segno vivo della sua Misericordia per ogni uomo.
Antonio Fundarò

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