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Surdi rassicura la cittadinanza: i nuovi dati forniti dall’Arpa in riferimento all’incendio del centro di stoccaggio della ditta D’Angelo sono nella norma

Surdi rassicura la cittadinanza: i nuovi dati forniti dall’Arpa in riferimento all’incendio del centro di stoccaggio della ditta D’Angelo sono nella norma

Fabio Faraci | 5 ottobre 2017 | Cronaca, News

 

Nel pomeriggio di oggi, tramite Facebook, il sindaco della città di Alcamo ha voluto rassicurare i cittadini con questa dichiarazione: “…Sono arrivati i risultati delle indagini effettuate dall’Arpa a seguito dell’incendio sviluppatosi la scorsa estate presso la piattaforma rifiuti D’Angelo. I dati rilevati sono inferiori ai livelli stabiliti dalla legge e pertanto possiamo sentirci rassicurati…”

Lo stesso sindaco ha, altresì, allegato la relazione dell’Arpa nella quale sono riportati i dati che, nel corso del tempo, sono stati rilevati sia in punti nevralgici ove si è ritenuto che potessero essersi depositate sostanze tossiche sul suolo, sia in punti “neutri” come quello di rilevamento sito nei pressi di Fulgatore.

In sostanza: i dati sono inferiori ai limiti previsti e simili a quelli rilevati nelle zone non interessate dagli effetti dell’incendio.

L’Arpa, comunque, ha fatto intendere nella relazione che proseguirà con ulteriori rilevamenti ed indagini al fine di scongiurare eventuali depositi, anche successivi, di diossine nel suolo. Pur, quindi, con ancora un po’ di incertezza su quelli che potrebbero i risultati futuri, al momento sembra che il rischio inquinamento possa esser quasi del tutto scongiurato.

Rimane, ovviamente, da capire ancora molto sul perché e come quel pomeriggio del 31 luglio ebbe origine il pauroso incendio nel centro di stoccaggio della ditta D’Angelo di contrada Citrolo.

Nelle settimane scorse i Vigili del Fuoco hanno fatto sapere che il fuoco è divampato dall’interno.

Difficile, tuttora, ipotizzarne autori e/o causali, ma la strada dell’incendio doloso è quella che tutti al momento presumono. La Procura della Repubblica competente ha aperto un fascicolo per disastro ambientale, seppur allo stato solo a carico di ignoti.

Intanto, la ditta D’Angelo cerca di ripartire dalle macerie cercando di recuperare il recuperabile a fronte di un danno stimato in almeno 10 milioni di euro.

 

 

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