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Siccità, Giacomo Scala (Sicilia Futura): “Regione dichiari lo stato di calamità”

Siccità, Giacomo Scala (Sicilia Futura): “Regione dichiari lo stato di calamità”

Redazione | 7 settembre 2017 | News, Politica

 

In Sicilia non ci sono precipitazioni da diversi mesi e, come se non bastasse, gli eccessi termici delle ultime settimane, con picchi di molto superiore ai quaranta gradi, hanno provocato ingenti danni agli allevamenti ed alle coltivazioni in genere. Per gli agricoltori siciliani è sempre più difficile ricorrere all’irrigazione di soccorso per salvare le produzioni, dagli ortaggi alla frutta, ma anche i vigneti e gli uliveti. Ciò è dovuto al fatto che sono triplicati i costi e addirittura in diverse zone agricole irrigue l’acqua non arriva a causa di una rete colabrodo. Diverse regioni
hanno presentato o stanno per presentare la richiesta di stato di calamità naturale al Ministero delle Politiche Agricole.

“La misura, come ha spiegato il ministro Maurizio Martina, prevede per le aziende la sospensione delle rate dei mutui, il blocco dei contributi e l’accesso al Fondo di solidarietà nazionale. Sicilia Futura chiede al governo regionale la dichiarazione dello stato di calamità e l’immediata delimitazione delle aree danneggiate dalla persistente siccità e dall’eccezionalità degli eccessi termici delle ultimesett imane che stanno provocando effetti devastanti sulle produzioni agricole. Affermano il deputato regionale di Sicilia Futura, Totò Cascio, e il segretario regionale organizzativo Giacomo Scala. “Per ridurre la pressione delle prossime scadenze delle cambiali agrarie, previdenziali e fiscali, e per indennizzare i viticoltori dai danni subiti, bisogna immediatamente procedere alla dichiarazione dello stato di calamità anche per il comparto viticolo. Inoltre occorre chiedere al governo nazionale di reperire risorse finanziarie sufficienti, quantificabili in non meno di 100 milioni di euro, per ristorare le imprese agricole siciliane ed evitarne il sicuro fallimento, nonché sbloccare immediatamente tutti i pagamenti delle misure agro-ambientali, già maturati dalle aziende agricole siciliane, che ammontano a circa 200 milioni di euro e che, per ragioni meramente burocratiche, non vengono erogati da alcuni anni”.

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