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C’era una volta la “Capitale del Golfo”. Alcamo costretta ad abbandonare lo scettro!

C’era una volta la “Capitale del Golfo”. Alcamo costretta ad abbandonare lo scettro!

Piero Messana | 12 agosto 2017 | Attualità, News, Politica

 

L’estate 2017, per gli alcamesi, rimarrà certamente nella storia più per aspetti negativi che per vicende positive. Una stagione estiva senz’acqua (turni di attesa anche di 12 giorni in alcune zone), con parecchia spazzatura in strada, senza bus per Alcamo Marina e con le preoccupazioni per la nube tossica sprigionatasi dall’incendio alla ditta D’Angelo del 30 luglio scorso.

A tutto ciò bisogna anche aggiungere il grande caldo che, per almeno tre settimane, ha martoriato residenti e turisti. Ma le elevate temperature dipendono da fattori difficilmente modificabili, mentre i disservizi in materia di acqua, rifiuti e collegamenti sono legate alla gestione della cosa pubblica.

Ad onor del vero, negli ultimi anni, spesso i turni di erogazione idrica, nel mese di luglio, hanno raggiunto tempi di attesa insopportabili ma quest’anno i problemi e i disservizi sono aumentati. Per adesso i giorni di attesa dell’acqua sono alquanto variabili. Bene che vada bisogna attendere 5 giorni.

Poi bisogna anche fare i conti con la chiusura dei pozzi privati di acqua non potabile e con le autobotti che, per soddisfare gli alcamesi anche per usi domestici, attingono esclusivamente ai serbatoi comunali. Il tutto con costi maggiorati e con un iter burocratico alquanto farraginoso.

Discorso a parte quello dei rifiuti. Anche qui i turni di raccolta, negli ultimi tempi, sono saltati. Il disservizio, secondo l’assessore Russo, è legato ai tempi necessari a raggiungere le giuste intese con la società che gestisce la discarica di Bellolampo dopo che quella di Borranea (Trapani) è andata in titl.

Le periferie, mai ripulite a dovere e con costanza, rimangono sporche ma adesso i cumuli di immondizia campeggiano, a macchia di leopardo e con una certa abbondanza, un po’ dappertutto. Caso a parte l’uso dei sacchi neri non biodegradabili: vietati ai cittadini e spesso utilizzati per i cestini comunali dislocati in spiaggia.

In questa poco felice estate è saltato anche il servizio di collegamento, tramite autobus, fra Alcamo e Alcamo Marina. Le somme stanziate e le prestazioni richieste dall’amministrazione comunale non hanno invogliato alcuna ditta. Anche la “Reginella Bus” ha preferito declinare l’invito.

Infine il timore “diossina”. Dopo l’incendio del 30 luglio scorso e la terrificante nube nerissima sprigionatasi, le analisi del nucelo NCBR dei vigili del fuoco e quelle dell’Arpa hanno socogiurato livelli preoccupanti, nell’aria, di sostanze tossiche. Gli alcamesi, però, non si fidano e temono che le cose non stiano proprio in questi termini.

Forse anche questo quadro generale ha contribuito a relegare Alcamo, una volta capitale del Golfo anche per gli eventi estivi, a fanalino di coda e superata anche dalla piccola Balestrate. Paragone impossibile, invece, con Castellammare del Golfo dove pullulano spettacoli di livello assoluto e locali che registrano, quotidianamente, presenze record.

 

 

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