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Incendi: poteri ai Comuni, alla Regione il coordinamento. La richiesta dal convegno di Angimbè

Incendi: poteri ai Comuni, alla Regione il coordinamento. La richiesta dal convegno di Angimbè

Piero Messana | 11 agosto 2017 | Attualità, Cultura, News

 

Il bosco di Angimbé, lo Zingaro ed i boschi di Trapani ricognizioni e prospettive. Questo il tema dell’interessante convegno svoltosi al centro didattico che sorge nel polmone verde calatafimese. I sindaci presenti (Calatafimi, Castellammare, Custonaci) hanno reso testimonianza della loro impotenza.

“La regione Sicilia, cui spetta per legge la regia del piano antincendio, si muove sistematicamente in ritardo e, pur potendo contare su molte migliaia di addetti antincendio – afferma l’associazione Bosco di Angimbè – non riesce ad ottimizzare queste risorse, anche perché la gestione di questo esercito di forestali è assai remunerativa in materia di creazione di consenso politico”.

L’associazione calatafimese, che gestisce un centro didattico ad Angimbè, ritiene che la Regione debba soltanto fungere da regista e coordinamento, lasciando la gestione dei mezzi e delle risorse agli enti locali, che potrebbero dare il meglio di sé nella difesa dei rispettivi territori.

Altro argomento trattato nel corso del convegno stato quello dell’utilizzo delle nuove tecnologie, come ad esempio il telerilevamento ad infrarossi, o il massiccio utilizzo di telecamere per il controllo del territorio, specie lungo le vie di accesso alle aree demaniali.

E’ stato anche sottolineato l’importanza di un più stringente controllo da parte dei Comuni sulla esecuzione delle ordinanze della pulizia dei terreni privati confinanti con le aree boscate, onde evitare il facile innesco di incendi di natura colposa.

Alla conferenza si è parlato di coscienza ecologica, religiosa o laica che sia, di doveri e responsabilità degli enti locali, di un metodo mafioso dietro ogni fiammella appiccata. “Perché un nemico esiste”, questo è stato detto unanimamente.

L’appuntamento è servito anche per firmare la petizione che richeide l’istituzione immediata di una commissione di inchiesta su ogni incendio, chiedendo alla magistratura di intervenire con delle indagini congiunte tra le procure, anche attraverso l’istituzione di un apposito pool di magistrati.

Infine il coordinamento “Salviamo Monte Inici” ha lanciato la marcia allo Zingaro del 25 Agosto, appuntamento al quale parteciperanno moltissime associazioni per salvare i boschi. Forse, nel corso di questo serrato confronto, potrebbe essere nata la ‘Carta di Angimbé’.

 

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