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Pesante crisi idrica senza i pozzi privati: uso d’acqua potabile, dal bottino, per tutti gli impieghi

La perdurante chiusura, ad Alcamo, dei cinque pozzi privati che, fino a poco tempo fa, alleviavano la crisi idrica, sta appesantendo ulteriormente le difficoltà nell’approvvigionamento d’acqua sia nel centro abitato che nelle campagne e ad Alcamo Marina.

La scelta della giunta Surdi, condivisa dagli uffici competenti, di non rinnovare le licenze di attingimento alle fonti private ha procurato una perdita per gli alcamesi di 4/5 litri di acqua (seppure non potabile) al secondo. La situazione, ovviamente, procura un ulteriore abbassamento, nei serbatoi comunali, del livello del prezioso liquido.

Uno spreco, quindi, di acqua potabile, attinta dal bottino comunale, per svariati usi non potabili. Con l’acqua del bottino, adesso, si effettuano anche lavaggi di spiazzali, case e autovetture, soprattutto nelle zone non servite dalla rete idrica comunale, nonché beveraggio dei giardini e uso per igiene personale e per i wc. Persino l’acqua necessaria ai vigili del fuoco.

Il risultato, assieme alla siccità che sta interessando l’intera Sicilia e alle condutture colabrodo, è che gli alcamesi stanno raggiungendo davvero l’esasperazione anche per il nuovo farraginoso iter da seguire per ottenere un’autobotte d’acqua.

In città i turni di erogazione idrica variano da 5 a 6 giorni e le già poche 4 ore di acqua di qualche anno fa sono addirittura scese a 90 minuti o, nel migliore dei casi, a 120 minuti. Una situazione paradossale e destinata a peggiorare con la conclusione dei trasferimenti delle famiglie nelle case di villeggiatura.

Tutti dovranno quindi approvvigionarsi alla rete idrica comunale senza potere più utilizzare quei 4/5 litri di acqua al secondo che, dalle 6 del mattino e fino alle 20 di ogni giorno della stagione estiva, venivano trasportati nelle case dai proprietari dei pozzi privati.

 

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