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A Trapani elezioni sempre più grottesche: Fazio si fa fuori, Savona dovrà adesso superare due impossibili quorum

L’ultimo colpo di scena, in una tribolatissima e certamente storica campagna elettroale, modifica ancora una volta gli scenari del voto in programma a Trapani, per il turno di ballottaggio, domenica prossima 25 giugno. Mimmo Fazio non ha presentato la lista degli assessori scegliendo quindi di decadere dalla corsa a due con Piero Savona.

Senza avversari l’esito delle elezioni potrebbe apparire scontato, ma in realtà non è così. L’esponente del PD, unico candidato rimasto in lizza, per ottenere l’elezione a primo cittadino dovrà superare due difficilissimi quorum. Il primo riguarda la percentuale dei votanti che dovrà superare il 50% mentre il secondo dovrà essere rappresentato dal 25% di preferenze valide proprio per Savona.

Dopo l’arresto per corruzione del 19 maggio scorso, in piena campagna elettorale, Fazio aveva deciso di andare avanti e al primo turno ha ottenuto il 31,8% dei consensi, vincendo proprio su Savona. Terzo il senatore D’Alì. Ma subito dopo, non appena la procura di Trapani, titolare di un pezzo dell’indagine “Mare Monstrum”, aveva depositato il ricorso contro la decisione del Riesame di revocargli gli arresti, Mimmo Fazio ha fatto retromarcia sospendendo la sua campagna elettorale e annunciando che, in caso di sua elezione, si sarebbe prontamente dimesso.

Adesso Piero Savona, per essere eletto, oltre al superamento del numero degli elettori (50% più 1), dovrà ottenere 15.006 preferenze quando al primo turno ne ottenne 8.714. Situazione diversa per consiglieri comunali appena eletti che rimarrebbero in carica ma con un diverso sistema di attribuzione dei seggi: suddivisione secondo il sistema proporzionale puro.

In caso di probabile non raggiungimento dei due quorum per il candidato sindaco del PD, l’amministrazione comunale trapanese verrebbe guidata da un commissario, fino alle elezioni che si potrebbero tenere la prossima primavera. Nel frattempo, a luglio, comincerebbe il lavoro del tribunale per accettare o meno la proposta della procura, di soggiorno obbligato, per il senatore D’Alì.

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