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“Mare Monstrum”: si allarga la bufera. Coinvolti anche il sottosegretario Vicari e l’ex deputato Caronia
da sinistra Fazio e Vicari

“Mare Monstrum”: si allarga la bufera. Coinvolti anche il sottosegretario Vicari e l’ex deputato Caronia

Piero Messana | 19 maggio 2017 | Cronaca, News

 

E’ stata chiamata “Mare Monstrum”, l’inchiesta anti-corruzione messa a segno dai carabinieri dei comandi provinciali di Trapani e Palermo che ha sconvolto la politica del capoluogo trapanese, in piena campagna elettorale, ma che ha coinvolto anche politici del parlamento nazionale e funzionari regionali.

Oltre a Mimmo Fazio, candidato a sindaco a Trapani e deputato regionale in carica, finito agli arresti domiciliari come il segretario particolare dell’assessore Pistorio, Giuseppe Montalto, e all’armatore Ettore Morace finito in carcere, l’inchiesta ha coinvolto anche il sottosegretario Simona Vicari.

Secondo l’accusa la senatrice avrebbe indotto Piero Alongi, deputato all’Ars, a non caldeggiare la nomina a consulente di Prestigiacomo, e si sarebbe attivata per far approvare una norma nazionale che riduceva l’Iva per il trasporto marittimo urbano. Morace, in cambio, avrebbe regalato un Rolex alla Vicari del valore di oltre 5 mila euro.

Avviso di garanzia anche all’ex deputata Marianna Caronia, candidata al consiglio comunale di Palermo che avrebbe ostacolato la nomina di un consulente non gradito a Morace (Giuseppe Prestigiacomo) inducendo anche il M5S ad assumere una posizione contraria alla nomina. La Caronia avrebbe poi ottenuto da Morace l’impegno ad accogliere tutte le sue richieste sulla buonuscita dalla ex Siremar. Inoltre avrebbe ricevuto 50 mila euro da Morace per prestazioni inesistenti.

Coinvolta in “Mare Monstrum” anche la funzionaria del dipartimento infrastrutture della Regione, Salvatrice Severino,  che è accusata di aver favorito i Morace nel predisporre i bandi di gara e nel contenzioso che avevano con la Regione, pur essendo in conflitto di interessi per il rapporto di lavoro instaurato dalla figlia proprio con la Uscita Lines.

Nell’indagine spunta anche il nome di un carabiniere del Ros, Orazio Gisabella, che avrebbe fatto assumere la figlia in una società dei Franza in cambio di aver fatto proprio un esposto su presunti illeciti della Liberty Lines. Il carabiniere si sarebbe attivato per far aprire indagini sui Morace

L’accusa nei confronti dell’on. Girolamo Fazio riguarda invece le pressioni fatte sull’ex presidente del Cga, Raffaele De Lipsis, per far rivedere una sentenza del Tar del 2017 che dava ragione alla Regione contro Morace su un vecchio contenzioso. Inoltre Fazio, in qualità di deputato, ha difeso gli interessi dell’armatore e ha esercitato pressioni nei confronti della dirigente del servizio, Maria Piazza.

In cambio Fazio avrebbe ottenuto l’utilizzo di auto lussuose, l’assunzione del nipote Roberto Fazio alla Liberty Lines e contributi per la campagna elettorale.

 

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