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Quanto si potrebbe risparmiare abolendo i gettoni di presenza dei consiglieri?

Quanto si potrebbe risparmiare abolendo i gettoni di presenza dei consiglieri?

irenemineo | 9 settembre 2013 | News, Opinionista, Rubriche

 

Il Comune di Alcamo per l’anno 2012 ha fissato per le case di prima abitazione una tariffa pari allo 0,5 per cento del valore catastale, quindi con l’aumento dello 0,1 per cento rispetto al limite minimo fissato dalla legge dello 0,4 per cento. Tutti noi avremmo dovuto versare l’imposta Imu per la prima casa con la stessa aliquota dello 0,5 per cento per l’anno 2013, ma la rata di giugno è stata cancellata dal governo e così dicasi le altre rate maturate o maturande nel 2013.

Nel bilancio comunale per l’anno 2013 può essere prevista una entrata per l’Imu pari a quella del 2012, poiché anche se soppressa, il governo centrale dovrebbe reintegrare il mancato gettito per non creare buchi, cioè minori risorse, nel bilancio. Ora il governo sembra volere garantire il gettito con l’aliquota minima dello 0,4 per cento, senza tenere in alcun conto la maggiorazione applicata dal Comune.

Ne consegue che per pareggiare il bilancio, si dovranno tagliare altre spese, magari sulla manutenzione delle strade, o su altri servizi comunali. Tutto questo mentre si assiste a un consiglio comunale rissoso, pieno di interpellanze inutili, di mozioni di indirizzi alla giunta, che poi non sfociano in nulla perché quasi sempre sono irrealizzabili, un consiglio comunale che costa dalle ventimila alle venticinque mila euro al mese, (dico al mese !).

La legge regionale prevede per il nostro comune trenta consiglieri, numero eccessivo, ai quali viene garantito un gettone di presenza di 60 euro per seduta oltre al rimborso spese per lo stipendio corrisposto ma non prodotto per assenza dal servizio o se dipendente pubblico, per il mancato pubblico servizio. Il costo del consiglio comunale è davvero oneroso perché i consiglieri in gran parte raggiungono il massimo retribuibile pari a un terzo della indennità massima prevista per legge per il sindaco. Il meccanismo per raggiungere il massimo dei gettoni di presenza pari a 1/3 della indennità massima del sindaco si ottiene facendo commissioni ogni giorno, (cioè mediamente 16 commissioni mensili), lucrando ciascun consigliere 60 euro per una seduta, che normalmente si protrae per un’ora. Gli argomenti trattati in commissione sono così banali che a volte suscitano ilarità. Non è importante che l’argomento debba essere discusso in consiglio, basta fare la riunione.

Entro il prossimo mese il consiglio sarà chiamato a deliberare la tariffa per la Tares e saranno dolori per le tasche dei cittadini che dovranno pagare in una sola rata l’intero importo per il 2013, in quanto il consiglio non ha deliberato la data degli acconti per la Tares per l’anno 2013. Nel mese di novembre si concentreranno i versamenti delle imposte per l’Imu, per l’Irpef per la Tares. Ma perché i signori consiglieri non riducono il numero delle inutili commissioni e vengono incontro al cittadino limitando la spesa? A livello nazionale si parla di dimezzare il numero dei parlamentari. Nella Regione siciliana si è ridotto il numero dei deputati.

La composizione delle giunte municipali si è ridotta del 50 per cento. Perché non diminuire il numero dei consiglieri da trenta a venti? Si avrebbe comunque una rappresentanza popolare, sicuramente meno rissosa, sicuramente meno costosa.

La riduzione del numero dei consiglieri spetta alla Assemblea regionale siciliana, così come la modifica della legge che riconosce i gettoni di presenza per le commissioni che ripetiamo, sono assolutamente inutili e costose per l’erario comunale. Allora, coinvolgiamo i nostri rappresentanti politici in seno alla Assemblea regionale siciliana mediante una petizione che interessi tutti i cittadini.

Oggi, quando ai cittadini si richiedono sacrifici enormi per sostenere le spese dei servizi pubblici, è scandaloso che si sostenga un costo di 60 euro per una ora di lavoro in una commissione che, ad esempio, si riunisce per decidere un sopralluogo per la verifica delle buche cittadine, che tutti haimé verifichiamo ogni giorno, o per altre banalità utili solo a fare maturare uno stipendio a ciascun consigliere.

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