Home | News | Cronaca | Gasolio: truffa allo Stato da 25 milioni e affari per 40. Impianti sequestrati a Alcamo e Mazara
Gasolio: truffa allo Stato da 25 milioni e affari per 40. Impianti sequestrati a Alcamo e Mazara

Gasolio: truffa allo Stato da 25 milioni e affari per 40. Impianti sequestrati a Alcamo e Mazara

Piero Messana | 19 dicembre 2016 | Cronaca, News

 

Una colossale truffa all’Erario, pari a 25 milioni di euro in due anni, è stata sventata dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Trapani assieme all’agenzia delle dogane. Gli illeciti affari ruotano attorno al commercio di gasolio di contrabbando.

Secondo gli investigatori il maxi-raggiro sarebbe partito dal più importante deposito di carburanti della Sicilia, quello della “Pinta Zottolo” di Mazara del Vallo, i cui silos, capaci di contenere circa quattro milioni di litri di oli minerali, sono finiti sotto sequestro.

Oltre cento gli indagati, tra cui anche un ex sindaco di Mazara del Vallo, Ignazio Giacalone, presidente del cda della società e che non avrebbe responsabilità dirette nella truffa. Fra le cinque persone poste ai domiciliari, anche il responsabile della “Messana Saverio srl”, Vincenzo Messana, alcamese di 48 anni.

Domiciliari anche per il responsabile della “Pinta Zottolo”, Nunzio Santi Villari,  i catanesi Eugenio Barbarino e Alessandro Tirenti, e il palermitano Giuseppe Lo Presti. Questi ultimi tre sono rappresentanti di aziende che avrebbero spacciato al dettaglio il gasolio denaturato.

Per capire il meccanismo alla base della presunta truffa, è bene ricordare la differenza, a livello fiscale, tra il gasolio per autovetture e quello denaturato, destinato a usi agricoli o per la pesca. Sul primo ci sono tasse, fra iva e accise, di 85 centesimi al litro, sul secondo di appena 17,5.

In pratica la “Pinta Zottolo” è accusata di avere venduto il carburante denaturato solo sulla carta, e godere quindi degli sconti fiscali, ma in realtà di commercializzare il gasolio tradizionale, che sarebbe stato poi rivenduto al dettaglio.

Un giro di affari che in due anni avrebbe portato al contrabbando di 40 milioni di litri di gasolio, per un imposta evasa di circa 25 milioni di euro.

L’azienda mazarese, secondo la Guardia di Finanza, nel rapporto che ogni giorno si presenta per legge all’Agenzia della dogane, dichiarava di aver denaturato una falsa quantità di gasolio. Grazie alle telecamere piazzate all’interno del deposito, è stato infatti svelato che i camion caricavano sempre il gasolio standard per autotrazione.

A questo punto sarebbero entrati in gioco molti intermediari. Il carburante denaturato infatti può essere venduto direttamente agli utilizzatori finali (agricoltori e pescatori), ma in larga parte viene acquistato da depositi più piccoli che poi lo smerciano al dettaglio.

Secondo gli inquirenti sarebbe stata la “Messana Saverio srl” di Alcamo uno dei principali destinatari del carburante. L’azienda, che fino a un paio di anni fa non versava in condizioni economiche eccellenti, ha decuplicato il suo fatturato: da un milione di euro a 10 milioni in soli due anni.

In totale le Fiamme Gialle hanno sequestrato beni per oltre 40 milioni di euro, tra cui le due principali società coinvolte, la “Pinta Zottolo” di Mazara del Vallo e la srl alcamese “Messana Saverio”.

Commenti

commenti