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Sin City

Sin City

Nicola Candela | 6 maggio 2015 | Cinerubrica, Rubriche

 

Violento, grottesco, sessista, privo di morale, eccessivo, anche un po’ cafone.

Sapete che ci piace rispolverare qualche vecchia pellicola, oggi la nostra Cinerubrica, dopo un decennio della sua prima proiezione nelle sale, vuole ricordare Sin City. Il  film diretto da Robert Rodríguez, Frank Miller (autore del fumetto a cui il film si ispira) e Quentin Tarantino (special guest director in una parte dell’episodio Un’abbuffata di morte).

Sin City è una citta nera, dove la notte non tramonta mai, abitata da una schiera di personaggi più cupi della notte stessa. Tutti cattivi, ognuno a modo suo: Marv (Mickey Rourke), tenero bestione con un talento creativo per la sofferenza altrui; Kevin (Elijah Wood), ragazzo emotivo che ritrova la serenità divenendo uno spietato divoratore di esseri umani; la sua abietta guida spirituale il cardinale Roark (Rutger Hauer), padrone della città; Dwight, fascinoso criminale che asseconda il suo destino e dispensa morte a piene mani; Gail (Clive Owen), sua amata e regina delle prostitute che governano la città vecchia, donne che danno grande piacere, se si paga bene e si sta alle regole, o grande dolore, se si va oltre il seminato; un bastardo giallo, che violenta e mangia bambine impunito, coperto dal mostro suo padre che è anche Senatore della città, e contrastato solo da Hartigan (Bruce Willis), uno sbirro sul viale del tramonto disposto ad una carneficina per fermarlo e salvare Nancy (Jessica Alba), timida ballerina di lap dance. Esseri che hanno poco di umano, anime nere che anneriscono il già nero skyline della città del peccato.

Dopo alcuni mezzi e mal riusciti adattamenti da lui supervisionati, Frank Miller si decide finalmente a mettere il suo nome a corredo di una sua storia trasposta dal fumetto alla pellicola. Facendosi due compagni di merende, del calibro di: Tarantino e Rodriguez, due tipi in gamba che sanno benissimo quanto grande sia il debito che hanno col maestro. Dal primo si è fatto spiegare un po’ di marketing, dal secondo come si accende la macchina da presa, ha ripescato uno dei tanti suoi soggetti eccelsi del passato e ne ha fatto un film magnifico. Se la prossima volta il signor Miller avrà il coraggio di fare tutto da solo, e avrà premura di scrivere come sa fare, potremmo davvero trovarci di fronte ad un nuovo Anno Zero del cinema d’azione. Altro che Pulp Fiction

COSA HANNO DETTO I CRITICI…quelli bravi:

Violento, grottesco, sessista, privo di morale, eccessivo, anche un po’ cafone, con una serie di personaggi fuori di testa, killer mostruosi, biondine pericolose, puttane armate fino ai denti, tirapiedi troppo colti, cannibali, vescovi corrotti, troppe teste separate dai corpi, troppi arti smembrati, teste che parlano anche da morte. Possiamo dire quello che vogliamo. Ma una volta entrati dentro Sin City, film-fumetto girato a quattro mani da Robert Rodriguez e Frank Milier, è difficile uscire. (Marco Giusti, Il Manifesto)

Sesso e violenza in dosi alcoliche, sostanza poca, morale nessuna, divertimento garantito. Più che un fumetto adattato al cinema, un film in forma di fumetto. (Serafino Murri, XL).

Truccata e leccata in un bianco e nero lustro di pioggia, Sin City è “la città del vizio e del peccato”; la popolano uomini gonfi di muscoli e donne tutte curve e voluttà, che cercano di sopravvivere a un’altra notte. Un universo nero ed estremo il cui sfranto romanticismo, programmatico se mai ce n’è stato uno, ha origine sulle pagine di una graphic-novel di culto: un fumetto per adulti. (Paolo D’Agostini, La Repubblica).

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