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Un alcamese illustre: Christian Rocca

Un alcamese illustre: Christian Rocca

Nicolò Pipitone | 26 marzo 2014 | Attualità, Interviste, News

 

Se inserite “Alcamo” nel motore di ricerca dell’Enciclopedia Libera Wikipedia, sarete indirizzati nella pagina dedicata alla nostra Città. Scorrendo l’indice, troverete la sezione “Cultura, Persone legate ad Alcamo”. In quell’elenco di alcamesi illustri, tra Cielo D’Alcamo, Franca Viola e Don Giuseppe Rizzo, c’è anche Christian Rocca.
 Il direttore di IL, la rivista mensile de il Sole 24 Ore, laureato in Giurisprudenza, all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, già al Foglio di Giuliano Ferrara ed autore di vari saggi, tra cui Sulle strade di Barney (un viaggio nel mondo dello scrittore Mordecai Richler, pubblicato nel 2010 per Bompiani), è infatti un nostro concittadino, che Ideazionenews ha intervistato.

Christian Rocca, nel suo profilo Twitter (@christianrocca) non trovo Alcamo nello spazio dedicato alla posizione geografica, ma – cito testuale – “xxx, Milano, New York”. Perchè tre ics? Si vergogna di Alcamo?
Al posto di quelle tre x c’era scritto Alcamo. Ho scherzosamente cancellato Alcamo dalla mini biografia nel momento in cui è diventata la città più grillina d’Italia. Vale come una battuta, ovviamente. Detto ciò, e l’ho scritto in un editoriale su IL del Sole 24 Ore, penso che una sciagura grottesca come quella di Grillo all’Italia non sia mai capitata. Che sia capitata soprattutto a casa mia è davvero dura da sopportare.

Lei segue la politica alcamese? Quanto è difficile amministrare oggi una città come Alcamo?
Non la seguo, mi dispiace. E sono certo che è molto complicato. Avevo seguito un poco e da lontano la campagna elettorale. Non nascondo che avrei preferito una vittoria di Niclo Solina, cosa che peraltro forse c’è stata. Conosco Niclo e Sebastiano da una vita. Abbiamo giocato a basket assieme. Prima della campagna elettorale ero felice perché mi sembrava che per la prima volta si sfidassero per il governo di Alcamo due persone perbene e questo non avrebbe potuto che migliorare le condizioni della città. Non è stato così, soprattutto a causa di un finale di campagna elettorale di Bonventre con toni che sul blog ho definito da “predicatore fondamentalista dell’Alabama dell’Ottocento”. Il sindaco se l’è presa, mi ha scritto un paio di email e addirittura uno dei suoi primi atti pubblici è stato un comunicato ufficiale del Comune contro di me. Mi è parso eccessivo. Le scorie della campagna elettorale conclusa in quel modo credo abbiano influenzato negativamente il mandato. Fossi stato io al posto di Bonventre, un minuto dopo quella manciata di voti di scarto avrei offerto la vicesindacatura a Solina.
Spero comunque che il Sindaco faccia bene, per tutti. Da quello che capisco però le cose non stanno andando per il verso giusto. Mi dispiace sia per lui sia per la città. Quanto a Solina, che stando alle inchieste giustamente pensa di essere stato derubato oltre che diffamato, mi dispiace solo che si faccia tirare per la giacca da quel becero sentimento giustizialista che poi è lo stesso che ha portato Alcamo ad essere la città più grillina d’Italia. Una vergogna che sarà ricordata nei libri di storia. Preferisco la Alcamo di Franca Viola, di recente premiata per il suo coraggio dal presidente della Repubblica. E ricordo anche che ad Alcamo è stato compiuto il più incredibile dei torti giudiziari della storia italiana, quello che ha tenuto in galera per quasi trent’anni un innocente come Giuseppe Gullotta.

L'ultimo numero del mensile de Il Sole 24 Ore

L’ultimo numero del mensile de Il Sole 24 Ore

L’ultimo numero della rivista che lei dirige, IL, in edicola dal 21 Marzo, titola: “Trentenni e quarantenni hanno conquistato il potere. E ora?”. Riportando ciò nella dimensione locale: crede che anche in Sicilia gli under 40 si diano da fare?
Sinceramente non lo so. Frequento troppo poco per avere un’opinione informata. Io ho 46 anni e so che se fossi rimasto in Sicilia sicuramente mi sarei dato molto meno da fare. E se avessi studiato lì, e non avessi avuto la possibilità di tentare la mia strada a Milano, oggi farei certamente un altro lavoro.

Alcamo ha delle potenzialità enormi inespresse. Mare, collina, campagna in un fazzoletto di terra, con un clima mite, una cucina tradizionale strepitosa e dei vini apprezzati in tutto il mondo. Perché la Città non riesce a sfruttare queste risorse?
In tutti questi anni, avrò consigliato centinaia di volte ad amici e conoscenti italiani e stranieri i posti da visitare qui in zona. Ogni volta però con un forte senso di panico. I posti sono belli, il clima fantastico, si sta molto bene: ma davvero questo è il posto migliore da visitare? Siamo certi che nei ristoranti si mangi bene, che gli alberghi siano all’altezza e che i servizi non siano scadenti? Non ne sono certo affatto. Io ci torno sempre, e con piacere, ma questa è casa mia. Se non fossi alcamese non ci verrei. Devo dire, però, che poi tutti trovano la zona meravigliosa e mi ringraziano, non mi insultano. Forse sono io, come tutti quelli che se ne sono andati, a pretendere troppo da casa mia.

 

 

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